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La crisi dell'Ex Ilva può affossare l'intera economia europea

I parlamentari italiani devono fare quadrato e cercare una soluzione credibile e capace di trainare nel piano di risanamento l'intero sistema produttivo europeo

La crisi dell’Ex ILVA ha messo a nudo non solo l’incapacità imprenditoriale della nuova proprietà, ma soprattutto la problematica industriale d’Italia e, dato che si tratta della struttura più grande dell’Antico Continente, dell’Intera Unione Europea.
L’aspetto scatenante è stata la caduta dell’immunità penale nei confronti dei nuovi manager. Di logica, nessuno dovrebbe pagare per errori fratti da chi ti ha preceduto, ma questo deve valere per tutti e non sono per l’ex Ilva.
Il Parlamento ha fatto male a togliere così unilateralmente quella clausola di immunità. Ma, come abbiamo detto, questo aspetto è stato solo il casus belli. I problemi stanno altrove. E sono enormi.
 
Il problema principale è rappresentato dall’aspetto ambientale. L’acciaieria funziona ancora a carbone, quando la comunità mondiale ha deciso di mettere al bando questo combustibile fossile per salvare il pianeta.
La riconversione costa miliardi. La nuova proprietà lo sapeva, così come lo sapeva il nostro governo.
Se da una parte la società franco-indiana ha preso atto di non essere in grado di sostenere il risanamento, dall’altra il governo italiano non poteva sperare di farla franca come se avesse furbescamente appiccicato la patacca all’acquirente.
L'idea di pretendere che venga rispettato il contratto è sacrosanta, ma prepariamoci all'eventualità che non vengano trovate le coperture.
L’altro problema sta nel calo del mercato. Ci sarà sempre bisogno di acciaio, sia ben chiaro, ma nei momenti in cui c’è stagnazione industriale, quando si parla di aziende di quste dimensioni la crisi diventa mastodontica.
 
Atteso comunque che l’ex Ilva non può morire, perché salterebbe il sistema industriale europeo, il problema va risolto a livello europeo.
Non bastano i necessari quanto insufficienti finanziamenti dell’UE, serve invece un impegno globale da parte di tutte le aziende europee che hanno bisogno di fornirsi di acciaio.
In primis le industrie italiane devono rabboccarsi le maniche e insieme ai colleghi europei fare un consorzio volto a salvare - in sostanza - se stessi.
È giunto molto in anticipo sulle previsioni il momento di inventarsi un nuovo Piano Marshall
Il Governo Italiano deve cambiare ottica economica e ragionare come si deve fare nei momenti di crisi come questo sollevato dall’acciaieria in crisi.
Anche il parlamento deve muoversi come se ci si trovasse in una situazione di guerra. Le opposizioni non devono più sparare a zero sulla coalizione di governo felici che sia in difficoltà, ma fare quadrato e tutti insieme trovare la soluzione da adottare per salvare il Bel Paese.
Servono i Padri della Patria come nell'immediato dopoguerra. Non sono scomparsi, devono solo uscire allo scoperto e impegnarsi in prima persona come allora.

GdM

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