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C’è chi svende tappeti per un anno e chi li vende per tutta la vita

Intervista al dott. Mehdi Madadi, titolare dell’«Antica Persia», il più antico negozio di tappeti di Trento: «Il settore segue la crisi dell’edilizia?»

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La crisi dell’edilizia ha coinvolto un po’ tutti i settori della casa.
Non ci è sfuggito che tra questi ci sono anche i commercianti di tappeti, perché di solito vengono comperati quando ci si fa una casa o quando la si cambia.
Siamo andati da una vecchia conoscenza di Trento, il dott. Medhi Madadi, un persiano che vive a Trento da 40 anni, titolare dell’«Antica Persia», il negozio aperto da più tempo in Trentino.
 
Come vanno i tappeti, dottor Madadi?
«Il mercato è fermo. – Ci risponde sorridendo. – Non si era mai vista una crisi di questo genere.»
 
Però non sembra disperato.
«No certo. Ma qualcosa si deve inventare per sbloccare la situazione…»
 
Sento spesso pubblicità di negozi che svendono tappeti «fino a esaurimento scorte». Lei non svende?
«Io per principio scelgo di non ricorrere a espedienti di sorta. Sono sistemi usati e abusati nelle svendite fittizie. Noi siamo un’azienda sana, solida e consolidata nel tessuto economico e sociale trentino…»
 
Non fa mai svendite?
«Due volte all’anno, come si usava un tempo. Non è giusto che i miei clienti paghino il giusto e poi si vedano abbassare i prezzi. Chi mi conosce sa quando faccio le mie promozioni, che sono comunque contenute e limitate.
«Ma il punto è un altro. Il rapporto prezzo qualità ha un rapporto preciso. Io sono consulente professionista e sono in grado di stabilire il valore della maggior parte dei tappeti che ci sono. Quando si sente parlare di certi prezzi, vorrei proprio vedere di che merce si tratta.»
 
Il settore è rimasto serio o ci sono problemi di qualche genere?
«Beh, anzitutto devo dire che le vendite per televisione non hanno certo favorito la conoscenza dei valori dei tappeti. Il tipo di tappeto, il disegno, il tessuto, il filato, il numero di nodi… Sono cose che troppo spesso non vengono prese in considerazione.»
 
In altre parole gli affari non sono sempre affari?
«Non dico questo, ma un tappeto è un acquisto importante. Va scelto con calma e il cliente deve sapere le nozioni di base. Diciamo che esprime un parere di gradimento estetico, chiede il costo, e io formulando il prezzo spiego su che basi è stato valorizzato.
«Il tipo di prodotto ha il suo valore di posizione, ma in realtà le cose che contano sono le componenti che portano un tappeto a durare nel tempo. Se può durare dieci o cento anni, ovviamente c’è una grossa differenza. Da me non sono mai venuti a lamentarsi che si è consumato. Ma ricordiamo che il tappeto è come il vino: invecchiato à migliore. Ma per poter invecchiare deve avere la base di uve buone, perfette, con le componenti equilibrate al punto giusto.»
 
Però non si fa mai un piano di ammortamento di un tappeto…
«No, ma il suo valore è tutto lì. C’è la cattiva abitudine di pensare che più è vecchio e più vale. A volte sì, ma quando vediamo un tappeto liso, il proprietario non può essere contento.»
 
Ma se l’edilizia è ferma, chi può essere interessato ad acquistare tappeti?
«Vuole scherzare? In una casa mancano sempre dei tappeti. Provi pensare a sostituire le passatoie di moquette tra una stanza e l’altra, gli scendiletto persiani costano poco più di quelli fatti a macchina, quel tavolino che sta da solo, fuori scena…»
 
Voi fate anche manutenzione?
«Certo, fa parte del servizio che forniamo da sempre. Laviamo i tappeti, li andiamo a prendere e li riportiamo al cliente, li ripariamo… Pensi solo a rifare il bordo. A volte basta quello per rimettere a nuovo un tappeto.»
 
Può esprimere dei principi di base che fanno la differenza tra tappeto e tappeto, a parte la bellezza e la provenienza?
«Il prezzo, ma soprattutto il pregio, di un tappeto dipendono sostanzialmente dalla densità dei nodi e dalla qualità della lana. I nodi vanno da un minimo di 30.000 nodi a metro quadrato fino a oltre un milione e la differenza sta nella durata e nella precisione del disegno. Per la lana, basti pensare alla differenza tra il vello di una pecora viva e quello di una pecora morta; la si vede a occhio e si traduce in lucentezza che dura nel tempo.»
 
Questo vale anche per i tappeti antichi?
«No, non c’è una regola. Il mio consiglio per tappeti il cui valore è dato dall’antichità, è di affidarsi a un esperto.»
 
Mi pare che la fiducia nei confronti del venditore sia l’elemento più importante…
«Comunque sia, bisogno prestare attenzione a questi criteri al momento dell’acquisto. Certo è che la conoscenza, l’affidabilità e l’esperienza pluriennale del venditore sono irrinunciabili per un acquisto davvero vantaggioso e garantito. Non è necessario che vengano da me, purché sia esperto e affidabile.»
 
Consigli per mantenere il valore del tappeto nel tempo?
«Se volete conservare al meglio il tappeto, si deve evitare di collocarlo in ambienti umidi o a contatto con vasi di fiori. E provvedere almeno ogni tre anni al lavaggio presso il vostro rivenditore di fiducia.»
 
Tarme?
«Ci sono ottimi prodotti sul mercato. E dato che la lana piace alle tarme, li consiglio vivamente.
 
Una volta si usava mettere dei giornali sotto il tappeto…
«Sì, perché allora i giornali erano fatti col piombo… Oggi sono tutt’altra cosa.»
 
Qualche proposta creativa?
«Un tappeto di dimensioni ridotte può diventare un arazzo da parete, perfetto in un locale di stile rustico, etnico. Posto in cornice, il tappeto si trasforma in un originalissimo quadro. Guardi i miei, chi li vede appesi li vorrebbe tenere appesi anche a casa sua… Ma il tappeto nasce per rendere più bella la stanza dando vita al pavimento. Questo perché i tappeti sono vivi.
«Se si dispone di uno spazio troppo esiguo, per un tappeto di ampie dimensioni, si può ricoprire la superficie disponibile con un collage di pezzi di misure differenti. Di sicuro effetto.»
 
La ringrazio per la disponibilità. Un ultimo messaggio di natura commerciale?
«Quello che ho già detto. Fidatevi del fornitore di fiducia. Se comperate un tappeto, assicuratevi che il venditore ci sia anche il prossimo anno…»
 
G.d.M. 
 
 
 
 

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