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I saloni delle auto: nascono i «nuovi eventi»

Cosa cambia nel mercato dell'auto ora che i nuovi modelli da immettere sul mercato non passano più in esclusiva dai saloni?

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«Fine della fiera». Non si tratta soltanto di un adagio popolare, ma di una realtà con la quale bisogna imparare a confrontarsi, specialmente negli ultimi tempi.
È giunta ormai al capolinea l'era in cui i saloni delle automobili presentavano in anteprima esclusiva i nuovi modelli da immettere sul mercato.
Ciò non significa che i Saloni spariranno dalla faccia della terra, ma che dovranno essere re-inventati e re-interpretati in virtù delle esigenze moderne. E che si, con ogni probabilità, l'accezione classica di Salone dell'auto rimarrà in vita soltanto grazie agli eventi di punta come il salone di Ginevra, di Francoforte o di Parigi.
Questo perché la digitalizzazione delle informazioni e i nuovi dispositivi elettronici consentono ad esperti e appassionati di conoscere in anteprima qualsiasi novità senza il bisogno di andare a scoprirla dal vivo, come accadeva in passato.
Già da alcuni mesi prima della messa in commercio ufficiale è possibile sapere fino ai minimi dettagli le caratteristiche e le peculiarità del modello in arrivo, con un margine di approssimazione davvero esiguo.
 
Ma che ne sarà dei saloni minori allora, come ad esempio quelli approvati dall'organizzazione dei costruttori «Oica» come accade a Barcellona, Amsterdam, Belgrado, Londra, Kiev e Bruxelles?
Semplice, rimarranno per o più dei luoghi d'incontro per gli addetti ai lavori, dal momento che la presa sul grande pubblico è davvero modesta.
La domanda che gli organizzatori devono necessariamente porsi è: che senso ha allestire una manifestazione investendo capitali più o meno ingenti per consentire al pubblico di ammirare modelli le cui immagini e caratteristiche sono state diffuse sulla rete già da qualche mese?
Per non parlare dei portali di compravendita di auto online come il diffusissimo Autoscout24, dove in pochi click consente agli utenti di monitorare costantemente le ultime novità anche sulle auto nuove, le variazioni di prezzo e le nuove offerte immesse sul mercato.
Il discorso di base è che le case automobilistiche hanno poco interesse ad investire grosse somme nelle fiere minori, ma preferiscono concentrare le risorse in quei pochi saloni internazionali di prestigio, più per una questione di visibilità del brand che per una reale utilità.
 
Certo, in questi casi non mancano affatto le sorprese, ma in linea di massima un appassionato sa già cosa aspettarsi prima di acquistare il biglietto d'ingresso.
I tempi in cui eventi come il Motorshow di Bologna faceva registrare oltre un milione di ingressi sono oramai passati in archivio.
Nell'ultima edizione si sono contate appena 300.000 presenze, tanto che diverse città italiane hanno pensato di organizzare qualche alternativa per riportare in auge il fascino di un evento atteso dagli appassionati come pochi altri.
Ecco infatti che l'11 giugno a Torino si terrà presso il Parco Valentino una kermesse che riproporrà in salsa italiana il «Festival of Speed di Goodwood».
Saranno presenti 2 case automobilistiche oltre ad una decina tra Carrozzieri e Centri Stile. L'ingresso sarà gratuito e le auto verranno esposte in diverse aree del parco che si affaccia sul Po. Per concludere in bellezza, domenica 14 si potrà assistere ad una passerella cittadina nel corso della quale faranno mostra di sé alcune super-car e auto da corsa.
A Padova invece, nel mese di ottobre, è prevista una manifestazione dedicata alle auto d'epoca, mentre Rimini ospiterà il «My Special Car Show» evento dedicato agli amanti del tuning.
Infine a Roma verranno organizzati il «Motodays» che negli ultimi anni ha accolto quasi 150.000 persone ad ogni edizione e il «Supercar Roma» un piccolo salone specializzato istituito a partire dallo scorso anno.
Insomma, addio ai saloni dell'auto per antonomasia: le nuove manifestazioni sulle quattro ruote saranno sempre più settoriali e di piccole dimensioni rispetto al passato.

Sara Allegretti

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