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Federcoop, Marina Mattarei eletta presidente: il servizio

Con 349 voti vince al ballottaggio superando Michele Odorizzi (339 voti) – Al primo turno eliminati Ermanno Villotti (208 voti) e Piergiorgio Sester (33 voti)

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Giornata storica quella di oggi per il movimento cooperativo trentino.
Per la prima volta nei 123 anni di storia della Federazione Trentina della Cooperazione, infatti, è stata eletta una presidente donna: Marina Mattarei ha vinto al ballottaggio superando di 10 voti l’altro candidato Michele Odorizzi.
Ma storica anche per il «metodo», cioè il raffronto tra quattro candidati presentati dalla base e non individuati dal Consiglio di Amministrazione, che dopo un confronto senza contrapposizioni hanno favorito una scelta democratica e libera da parte dei soci.
Commossa e quasi stupita dal risultato, Marina Mattarei ha preso la parola ringraziando i soci, i suoi genitori e le sue figlie: «Cambiamento non significa buttare a mare quanto di buono è stato fatto, ma cercherò di ridare onore all’istituzione, riportando reputazione e credibilità a tutto il movimento. Accetto questo incarico con grande responsabilità, garantendo fin d’ora l’interconnessione con le realtà cooperative anche periferiche, l’approfondimento delle relazioni e dei problemi sul territorio.»
Nel suo discorso introduttivo, Mattarei aveva sottolineato come l’evoluzione organizzativa delle Casse Rurali fosse centrale e prioritaria per tutti i settori, non solo quello del credito.
«Dobbiamo cercare la convenienza nella Federazione unitaria e la Federazione si deve attrezzare per imparare nuovamente a connettersi con il territorio.»
 

 
 Gli sfidanti 
Il primo ad abbracciare Marina Mattarei dopo la vittoria è stato lo sfidante al ballottaggio Michele Odorizzi, che nel suo intervento di candidatura aveva sottolineato come la Federazione abbia bisogno di una leadership partecipata, in grado di mettersi al servizio delle persone e non del potere: «Non c’è nulla di più moderno della cooperazione, – ha detto. – Ci hanno rubato qualche parola, come sharing, ma la nostra è condivisione dal basso. Il nostro è un sistema unitario un’esperienza unica a livello nazionale. Abbiamo recuperato il dialogo con la politica per un lavoro comune. Ora dobbiamo far emergere il lavoro quotidiano nei territori, per arrivare fino al dialogo con il premier Conte, con la riforma del credito cooperativo, e ritrovare un progetto politico che restituisca senso al nostro agire.»
Ermanno Villotti aveva puntato sulla necessità di ristabilire la concretezza dei rapporti senza moralismi, ricordando che le cooperative sono prima di tutto imprese e che quando una cooperativa fallisce fa molto rumore: «La riforma del credito – ha aggiunto Villotti – non può separare le Casse Rurali dalla Federazione, ma deve farle restare unite e dentro il sistema. Il futuro CdA avrà il compito di farsi capire dalla politica, a tutti i livelli locali e nazionali.»
Incentrato sui forti cambiamenti che il Trentino sta affrontando anche l’intervento di Piergiorgio Sester, che aveva invitato i cooperatori a cogliere la sfida dell’innovazione e della tecnologia e a rovesciare la piramide organizzativa partendo dalle cooperative che non sempre si sentono dentro il sistema.
 

 
 Il lungo applauso a Mauro Fezzi 
Chiusa la vicenda Piedicastello (l’area sarà riconsegnata bonificata prima dell’estate), modificato lo statuto, individuato il nuovo direttore e riavviato un dialogo costruttivo con le istituzioni provinciali, il presidente uscente Mauro Fezzi ha svolto pienamente il suo mandato di «traghettatore», dichiarando di essere entrato in Federazione «nel pieno di una tempesta» e di averla lasciata alle spalle, procedendo con una «navigazione più serena».
A lui il merito, riconosciuto dai soci cooperatori con un lungo applauso, di aver anche avviato la riorganizzazione della Federazione, gestendo la delicata fase del passaggio del personale del settore credito a Cassa Centrale Banca, e di aver dato concretezza all’opportunità dei Sieg, chiudendo un passaggio avviato tanti anni fa.
Fezzi ha puntato l’attenzione sulle recenti intenzioni di revisione della riforma del credito cooperativo manifestate dal nuovo Governo, dicendo che «il processo pare ormai irreversibile, ma tuttavia esistono spazi di miglioramento, in particolare per quanto riguarda il perimetro di autonomia decisionale delle Casse Rurali e Bcc nei confronti della Capogruppo.»
Infine un monito in favore dei giovani: «Vedo un grande pericolo all’orizzonte – ha concluso Fezzi –: le cooperative non vanno gestite come propri orticelli da difendere e presidiare, o per condurre il proprio potere personale attraverso riti assembleari poco trasparenti: serve il ricambio. E per metterlo in atto serve che ai giovani non venga sbarrata la strada, dando loro la concreta possibilità di esprimersi, innovare, inventare.»
 
 Gli eletti in Consiglio 
CREDITO: Arnaldo Dandrea, Marco Misconel, Antonio Pilati* e Emiliano Trainotti.
AGRICOLE: Michele Odorizzi*, Luca Rigotti, Bruno Lutterotti, Saverio Trettel.
CONSUMO: Renato Dalpalù, Paola Dal Sasso, Walter Facchinelli* e Renzo Tommasi*.
PRODUZIONE LAVORO SERVIZI: Marina Castaldo, Germano Preghenella e Steno Fontanari*.
SOCIALI E ABITAZIONE: Serenella Cipriani, Paolo Fellin* e Italo Monfredini*.
TRASVERSALI: Rodolfo Brochetti, Alberto Carli, Mariangela Franch e Sara Ghezzer.
 
(*) Nuovi consiglieri.
Non eletti i candidati Giuliano Beltrami e Paolo Spagni.
Partecipano di diritto i presidenti delle associazioni Donne in Cooperazione e Giovani Cooperatori Trentini: Nadia Martinelli e Alessandro Merlini.
Nel collegio sindacale sono stati eletti: Patrizia Gentil (presidente), Lucia Corradini, Erica Ferretti (sindache effettive), Cristina Roncato e Cristina Stefani (sindache supplenti).
Non ce l’hanno fatta Luciano Maistri, candidato presidente, e il candidato sindaco Mario De Zordo.
Tutte le procedure sono avvenute sotto l'attenta sorveglianza del notaio Guglielmo Reina.
 

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