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Paesaggi rurali storici, la Val di Gresta incassa il primo «sì»

Il Ministero delle politiche agricole ha approvato la proposta di candidatura del sistema agricolo terrazzato della Val di Gresta al «Registro nazionale dei paesaggi rurali»

Ora il gruppo di lavoro dovrà predisporre il dossier definitivo, che potrà dunque portare questa porzione di territorio a far compagna a località quali le colline vitate del Soave, i muretti a secco di Pantelleria e gli oliveti secolari dell'Appennino meridionale.
Grande è la soddisfazione del Comune di Mori; dall'assessorato al turismo e agricoltura, in particolare, si sottolinea che questa è una prima grande affermazione, perché avere passato la preselezione conforta rispetto alla strada intrapresa, gratifica il territorio per la qualità e le caratteristiche che gli vengono riconosciute e sprona tutti a continuare questa avventura sperando di regalare, alle comunità ai territori, un marchio da poter spendere per il futuro.
Il gruppo di lavoro vede coinvolti, oltre a Mori, il Comune di Ronzo-Chienis, il Biodistretto e il Consorzio ortofrutticolo della Val di Gresta, le aziende agricole NaturGresta, Maso Naranch, Abete Rosso, Agriverde e Ars Naturae.
 
Per entrare nel dettaglio, contattiamo il coordinatore scientifico e responsabile del progetto: l’architetto Francesca Bertamini.
«La prima cosa da specificare – spiega la professionista – è che il gruppo può essere ampliato, dunque chi intende aderire e apportare il proprio contributo può farsi avanti. Ciò che abbiamo presentato finora e che il Ministero ha accolto è una relazione che sintetizza quelli che saranno i contenuti del dossier».
Entriamo dunque nel dettaglio: cosa indagherà il nuovo documento?
«Si devono approfondire, anche con l’applicazione di metodologie Gis per le cartografie, analisi del territorio anche dal punto di vista numerico. Devono essere indagati gli aspetti di storia agricola e rurale, individuati tutti i segni antropici. Scopo del dossier è verificare se permangono elementi di significatività del paesaggio storico e quali sono gli elementi di vulnerabilità. Il Ministero punta infatti a individuare i paesaggi che hanno bisogno di particolari supporti per continuare a sopravvivere, in termini di politiche economiche e agricole.»
 
Parliamo di tempistiche. «Ottenuta questa prima approvazione, dobbiamo individuare i tecnici che saranno inseriti nel gruppo di lavoro: architetti paesaggisti, agronomi, storici del paesaggio ed esperti di elaborazione di dati territoriali. Fatto questo, stimerei 6 mesi di lavoro e, dunque, la presentazione del dossier tra la primavera e l’estate 2019. Il Ministero potrebbe poi dare una risposta entro l’autunno».
Cosa rende unica la Val di Gresta? «Semplificando molto potremmo dire: i terrazzamenti che seguono le curve di livello, la permanenza storica delle piccole pezzature dei campi, il forte legame tra edilizia e uso del fondo agricolo».
La candidatura era stata presentata nello scorso giugno.
Il territorio interessato, noto per la sua vocazione agricola da tempo fortemente orientata al biologico, si estende dal Lago di Loppio ai 2000 metri del Monte Stivo.

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