Home | Economia e Finanza | Agricoltura | «L’anima territoriale per la valorizzazione della carne trentina»

«L’anima territoriale per la valorizzazione della carne trentina»

Lettera aperta del presidente dell’Associazione delle Macellerie di Montagna

In seguito alle notizie riguardanti la risoluzione del rapporto commerciale tra la Federazione allevatori del Trentino ed il consorzio Sait, per la fornitura della carne trentina sotto il Marchio Qualità Trentino (QT), mi sento in dovere di rappresentare la posizione di una categoria (quella dei macellai aderente all’Associazione commercianti al dettaglio del Trentino che ho l’onore di presiedere) che, sulla valorizzazione del prodotto carne trentina, ha avviato da un paio d’anni un percorso di riqualificazione, dedicandogli tempo, impegno, passione e risorse umane ed economiche.
 
L’iter ha visto nascere spontaneamente l’associazione Macellerie di Montagna-Trentino, che riunisce allo stato attuale quindici aziende storiche e fortemente radicate sul territorio.
L’obiettivo è valorizzare un prodotto locale che si richiama alla nostra migliore tradizione culinaria e gastronomica, ingiustamente bistrattato soprattutto in questi ultimi tempi da una tendenza modaiola, sul quale invece abbiamo inteso investire come imprenditori privati, in termini di formazione, educazione culturale e promozione.
 
Le logiche di mercato sottese a questa operazione, che rispettiamo come operatori economici, rischiano però di «svalutare» un prodotto che invece necessita di essere conosciuto ed apprezzato e quindi acquistato con piena consapevolezza.
La Grande Distribuzione Organizzata (GDO), per logiche strutturali e organizzative intrinseche, non ha tempo per riflettere sul valore dell’acquisto di un «pezzo» di carne; per noi macellai quel tempo diventa l’elemento fondamentale e distintivo, il valore aggiunto che solo una competenza professionale tramandata di generazione in generazione, è in grado di offrire.
 
Dispiace che la qualità di un alimento così importante e parte integrante di una sana e corretta dieta mediterranea venga sacrificata sull’altare del mero prezzo di acquisto. È una logica che non rende giustizia a chi dal territorio trentino e per il territorio trentino vuole fare emergere un’eccellenza.
Il forte richiamo, nel massimo rispetto delle opinioni e posizioni altrui, è quello di riconoscere il ruolo e la valenza dei macellai trentini, che sono anche allevatori, veri artigiani della carne e attivi protagonisti della cosiddetta filiera corta, con un prodotto lavorato e trasformato in loco.
 
Massimo Corrà
Presidente categoria macellai Associazione Commercianti al Dettaglio Confcommercio.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone