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Fugatti: «A22, terza corsia dinamica sì; terza corsia no»

Il presidente della Provincia lo ha affermato intervenendo all'assemblea dei Viticoltori di Avio

«Tranquillizzo gli agricoltori della Vallagarina e della Val d'Adige, che hanno espresso preoccupazione per il possibile impatto sul territorio legato alla realizzazione della terza corsia dinamica sull'A22.
«La questione è stata affrontata proprio nell'ambito di un recente incontro con la società Autobrennero e i vertici della Cantina Sociale aviense: nell'evidenziare l'importanza dell'opera per lo sviluppo del Trentino, è stato chiarito come verranno utilizzati gli spazi che oggi sono già occupati dall'autostrada.
«Entro i prossimi tre anni la terza corsia dinamica verrà dunque realizzata nel tratto compreso tra Trento Sud e Verona Nord.»
Ad annunciarlo è stato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, intervenuto questa mattina nell'ambito dell'assemblea dei «Viticoltori di Avio» nel teatro del centro lagarino.
 
Dunque il presidente Fugatti è favorevole alla conservazione del territorio coltivato e non di quello naturale.
Ci riferiamo al completamento della Valdastico, che Fugatti vuole fin dai primi tempi della sua entrata in politica.
La terza corsia peraltro diverrà necessaria dopo il completamento della Pirubi, da Rovereto Sud a Egna Ora, perché altrimenti le code provocate dai turisti che stanno arrivando sempre più numerose diverranno insostenibili proprio per l’ambiente.
 
Quanto alla terza corsia dinamica, non ci crediamo finché non la vediamo all’opera.
Non vorremmo sbagliarci, ma i lavori sono cominciati 10 anni fa ed è pronta da cinque. Mancava sempre qualcosa.
Il principio è quello usato nel mondo – per esempio sul Golden Gate di San Francisco e da Fort Lauderdale a Miami in Florida – che intende adeguare il numero delle corsie a seconda dei flussi.
Nelle metropoli citate entra in funzione con il flusso dei pendolari, in Trentino dovrebbe entrare in funzione dell’arrivo e della partenza dei turisti.
 

 
Il governatore si è complimentato con i vertici della Cantina Sociale di Avio guidata dal presidente Lorenzo Libera per i buoni risultati di bilancio approvati dall'assemblea dei soci, con una resa ad ettaro pressoché stabile (1.713 euro) e una remunerazione media delle uve ai soci di 89,95 euro.
Oltre alla presidente della Federazione della Cooperazione Marina Mattarei erano presenti anche diversi rappresentanti dei Comuni del Trentino meridionale e del Veronese settentrionale.
Fugatti si è soffermato in particolare sull'ipotesi di realizzare la Avio-Malcesine.
«Da parte dei due territori è stato manifestato l'interesse reale alla costruzione dell'opera, di cui si parla da circa 30 anni. Per la prima volta le amministrazioni comunali del Garda veronese interessate hanno espresso parere favorevole e dunque la Provincia ha preso atto della cosa per poi valutare di approfondire il tema sui fronti tecnico, ambientale e finanziario», – sono state le parole del presidente del Trentino.
«Questo territorio ha una forte vocazione agricola, artigianale ed industriale, – ha aggiunto. – Ritengo che un'opera come quella di cui si sta discutendo possa essere di grande importanza per lo sviluppo economico del territorio del Basso Trentino.»
 
Nel portare i saluti del vicepresidente e assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina e dell'assessore all'agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, il governatore intervenuto davanti alla platea di viticoltori si è soffermato inoltre sull'impegno della giunta provinciale nella lotta agli insetti nocivi per le piantagioni, come la cimice asiatica.
«La settimana scorsa l'esecutivo ha approvato un piano che prevede misure per la lotta diretta all’insetto e per tutelare il reddito degli agricoltori danneggiati.
«Si tratta di azioni di difesa e prevenzione che promuoviamo, mentre prosegue la fondamentale attività di ricerca da parte della Fondazione Mach.»
Fugatti ha garantito infine l'impegno della Provincia nel continuare a valorizzare i prodotti locali.
«Vogliamo favorire il diffondersi di un maggiore senso di trentinità tra i consumatori.»

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