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Mobilità sostenibile al Brennero: la risposta nell’innovazione

«Non saranno i divieti ma il progresso tecnologico, ricerca, sviluppo e mezzi sempre meno inquinanti a rendere sostenibile la mobilità lungo l’asse del Brennero»

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Confindustria Regionale, Giudiceandrea e Manzana.

Non saranno i divieti ma il progresso tecnologico e gli investimenti in ricerca, sviluppo e mezzi sempre meno inquinanti a rendere la mobilità lungo l’asse del Brennero più sostenibile.
Queste misure dovranno essere accompagnate da infrastrutture moderne e da un loro utilizzo efficiente, compreso quello durante le ore notturne.
È questa la posizione espressa dalle imprese del Trentino-Alto Adige a margine dell’incontro al Brennero tra la commissaria UE ai Trasporti Adina Valean e la ministra italiana alle Infrastrutture De Micheli.
«Il dialogo aperto con l’Europa è positivo, perché la soluzione lungo l’asse del Brennero non può che essere comune. Decisioni unilaterali come quelle prese dal Tirolo non aiutano l’ambiente, ma creano situazioni di concorrenza sleale a svantaggio delle nostre imprese. Il divieto di transito notturno, ad esempio, ha l’unico effetto di concentrare il traffico su poche ore e non permette di sfruttare appieno la capacità dell’autostrada del Brennero. Quello della mobilità è un tema su cui necessariamente dobbiamo lavorare insieme. Da parte delle imprese c’è piena disponibilità per una soluzione che sia realmente sostenibile sotto tutti gli aspetti: quello ambientale, ma anche quello sociale e quello economico. I divieti creano soltanto un danno enorme alle imprese e all’economia», afferma il Presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana.
 
Aggiunge il Presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea: «L’innovazione tecnologica ha comportato un continuo miglioramento in termini di sostenibilità. I TIR moderni consumano molto meno di quelli di 50 anni fa, la logistica è diventata più efficiente ed è stato possibile ridurre i viaggi a vuoto, le emissioni dei singoli mezzi sono state drasticamente ridotte. Questa evoluzione è destinata a continuare anche in futuro: la ricerca e sviluppo in merito all’utilizzo di mezzi a idrogeno, gas metano o elettrici così come nuove tecnologie come il platooning renderanno sempre meno impattante il trasporto merci su strada.»
Indispensabile un investimento anche nelle infrastrutture: «Condividiamo tutti la necessità di puntare sulla ferrovia. È però necessario rendere più competitiva l’offerta del trasporto su ferro. Ad oggi lungo la tratta del Brennero non esiste l’infrastruttura adeguata e non ci sono treni sufficienti a trasportare le merci che viaggiano in autostrada. Dobbiamo quindi potenziare la rete infrastrutturale e garantire un servizio a condizioni competitive anche su rotaia. Investimenti analoghi servono anche lungo l’A22: l’autostrada deve essere attrezzata per rispondere alle nuove tecnologie, ad esempio con l’installazione di punti di rifornimento per l’idrogeno», concordano gli industriali del Trentino-Alto Adige.

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