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Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

Il «Safe day» sarà celebrato il 28 aprile. I sindacati del Trentino invitano a non abbassare la guardia

Il 28 aprile si celebrerà il «Safe day», la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita dall’Organizzazione mondiale del lavoro (ILO) nel 2003 per sensibilizzare cittadini e istituzioni alla promozione della cultura della sicurezza sul lavoro.
Quello edile risulta essere purtroppo uno dei settori maggiormente coinvolti dalla piaga degli incidenti sul lavoro.
Per questo Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil del Trentino invitano in questo giorno le aziende a porre in atto quanto previsto dalla normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni e a non considerare gli investimenti nella formazione dei dipendenti in materia di sicurezza e prevenzione infortunistica come meri adempimenti amministrativi.
E ricordano in tal senso il ruolo importantissimo giocato da Centrofor nella prevenzione degli incidenti in cantiere: dal 2000 ad oggi Centrofor - Ente bilaterale di formazione cogestito dalle Organizzazioni sindacali- ha svolto infatti 37.597 visite in cantiere per 5.649 giornate di lavoro.
Solo nel 2017 sono stati visitati 925 cantiere coinvolgendo 865 imprese.
Un’attività virtuosa che, grazie al rinnovo del contratto provinciale nello scorso anno, si è potuta estendere anche al settore estrattivo del porfido.
 
In generale tuttavia i dati territoriali sono da ritenersi ancora non soddisfacenti.
Essi mostrano la fotografia di un settore che fa ancora fatica a far rispettare le regole sulla sicurezza, perché il lavoro precario e sottopagato va di pari passo con la scarsa cultura della prevenzione.
Non è un caso che, con il graduale incremento dei lavoratori presenti nei cantieri edili – siano essi lavoratori autonomi a partita I.V.A. o dipendenti – si sia purtroppo registrato un aumento corrispondente degli infortuni -anche gravi- nello scorso anno.
Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL invitano quindi a mantenere alta l’attenzione sulla problematica, ora che lentamente il settore sembra uscire dal lunghissimo periodo di crisi iniziato ormai più di un decennio fa.
Si vuole infatti evitare che la crescita delle ore lavorate porti ad un corrispondente aumento del numero di infortuni.
 
Se si guardano infatti i dati riferiti al 2018 in Trentino, a fronte dell’aumento complessivo delle ore lavorate, si rileva un aumento complessivo delle ore di malattia/infortunio del 5,52%, passando dalle 280.349 ore del 2017 alle 295.818 del 2018 di cui 216.241 ore di malattia e 79.577 di infortunio.
I lavoratori interessati da eventi di malattia e infortunio risultano essere 2.381 di cui 2.152 per malattia e 229 per infortunio sul totale di 10.362 addetti registrati in corso d’anno.
«Il settore tuttavia – concludono i Segretari generali Matteo Salvetti, Fabrizio Bignotti e Sandra Ferrari, – ha tutti gli strumenti contrattuali e legislativi per porre fine alla strage dei cantieri, che ogni giorno colpisce l’Italia da Nord a Sud.
«La cultura della sicurezza deve essere quindi sempre presente e tenuta a mente in ogni momento dell’attività produttiva.»

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