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Morti sul lavoro: la tendenza è sempre più drammatica

Aumentano del 4,3% le vittime sul lavoro: 432 rilevate nei primi sette mesi del 2019 – In Trentino Alto Adige 14 – Gli infortuni mortali in itinere sono stati 167

«I numeri fanno rabbrividire. E ancor più le variazioni rispetto allo scorso anno. Perché non solo si continuano a contare centinaia di vittime sul lavoro nei primi sette mesi del 2019, ma ad emergere è anche e soprattutto l’incremento del numero dei decessi in occasione di lavoro: +4,3%.»
È questo il primo commento di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre innanzi all’ultima indagine elaborata dall’osservatorio sulla base dei dati Inail.
Sono 432 i decessi rilevati in occasione di lavoro, mentre 167 quelli in itinere: 599 in tutto. Con una media mensile complessiva di mortalità come sempre drammatica: 85 vittime al mese da Nord a Sud del Paese.
Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro nel 2019 sono 22. Mentre sono 29 quelle decedute in itinere.
 
Ancora - e come sempre - la Lombardia al primo posto per numero di decessi (62), al secondo il Lazio (43). Seguono: Piemonte (40), Campania (38), Sicilia (35), Emilia Romagna e Veneto (44), Puglia (28), Toscana (24), Trentino Alto Adige e Abruzzo (14), Marche (11), Basilicata e Calabria (9), Umbria, Friuli, Liguria (8), Sardegna (7), Molise (6).
Le province in cui si muore di più sono Roma (31), Napoli (16), Milano e Torino (15), Brescia (14) Foggia e Vicenza (12) Cuneo e Palermo (11), Avellino, Bolzano, Verona e Firenze (9).
A mietere più vittime in occasione di lavoro sono: il settore delle Attività Manifatturiere (59) e quello delle Costruzioni (55). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (45), mentre nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono (26).
La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è tra i 45 e i 64 anni (280 vittime).
 
Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 78 (pari al 18,1% del totale). Mentre sono 33 le vittime straniere rilevate in itinere. Rumeni, albanesi e marocchini i più coinvolti dal dramma.
Per quanto riguarda, invece, l’indice di rischio di mortalità più elevato rispetto alla popolazione lavorativa (per milione di occupati) è il Molise a far emergere il dato peggiore con un’incidenza di 57,2 rispetto ad una media nazionale di 18,8.
Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul Lavoro, ci auguriamo che il comunicato non solo sia un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola.

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