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«Glass to Power» inaugura i nuovi spazi al Polo Meccatronica

L’impresa, nata all’Università di Milano - Bicocca, svilupperà a Rovereto una innovativa finestra fotovoltaica e assumerà 10 tecnici grazie ad un progetto di ricerca

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È stata inaugurata oggi la nuova sede di Glass to Power nel Polo Meccatronica a Rovereto.
L’impresa, spin-off dell’Università di Milano - Bicocca, lavorerà ad un progetto di ricerca per lo sviluppo di nanoparticelle che, disperse in una lastra trasparente, permetteranno di trasformare le finestre degli edifici in pannelli solari capaci di produrre corrente elettrica a zero emissioni per utenze sia domestiche che industriali.
Determinanti nella scelta di trasferirsi nell’hub 4.0 di Trentino Sviluppo sono stati la presenza in Trentino di un’Università all’avanguardia e l’ormai consolidato sistema territoriale a supporto della ricerca applicata. 

Il progetto di implementazione della capacità produttiva delle nanoparticelle studiato dall’azienda ha ricevuto infatti un finanziamento di 1,1 milioni di euro dalla Provincia autonoma di Trento, mentre il Dipartimento di fisica dell’Università di Trento ha messo a disposizione fin da subito i propri laboratori e competenze.
Significative, infine, le ricadute che l’arrivo di Glass to Power a Rovereto avrà sulla la filiera trentina del vetro e dell’edilizia sostenibile con anche un importante impatto occupazionale dato che verranno assunti antro l’anno 10 nuovi ricercatori e tecnici specializzati.
 

 
Trasformare le finestre di casa in pannelli solari e i grattacieli in vere e proprie centrali elettriche a zero emissioni: è questa la tecnologia rivoluzionaria che Glass to Power si prepara a sviluppare nel Polo Meccatronica.
Oggi, giovedì 10 gennaio, si è svolta infatti l’inaugurazione dei nuovi spazi dell’impresa all’interno dell’incubatore 4.0 di Trentino Sviluppo a Rovereto.
Nata nel 2016 come spin-off dell’Università di Milano - Bicocca, Glass to Power è passata rapidamente dall’idea alla sua applicazione industriale, grazie anche a due campagne di equity crowdfunding a cui – in meno di 50 giorni – hanno aderito 500 investitori apportando più di 2 milioni di euro: un record in Italia, dove mai prima una raccolta pubblica aveva raggiunto simili cifre.
 
A rivelarsi decisive, nella scelta dei soci fondatori di trasferire e far crescere la propria attività in Trentino, sono state la presenza di un’Università all’avanguardia che forma tecnici altamente qualificati e l’ormai consolidato sistema territoriale di supporto della ricerca industriale.
Ad inizio 2018 Glass to Power aveva infatti presentato in Provincia la richiesta di contributo per il progetto NanoFarm, legato allo sviluppo delle finestre fotovoltaiche.
La richiesta è stata approvata nel giugno scorso, con un finanziamento di 1,1 milioni di euro su un totale di 1,5 milioni.
 

 
«Siamo felici – osserva Sergio Anzelini, presidente di Trentino Sviluppo – che Polo Meccatronica sia stato scelto da un’impresa virtuosa che ben esprime i valori che stanno alla base dei nostri hub tecnologici, per la sua capacità di legare trasversalmente tecnologie altamente meccatroniche e innovazione green, puntando sulle competenze dei giovani formatisi sul territorio e utilizzando le opportunità offerte dagli strumenti provinciali a supporto della ricerca industriale.
«Questo risultato è frutto di un lavoro di squadra e testimonia ancora una volta la capacità del sistema Trentino di proporsi con successo quale territorio ideale dove investire per portare sul mercato importanti progetti di innovazione.»
 
Soddisfatto anche l’amministratore delegato di Glass to Power, Emilio Sassone Corsi.
«Il Trentino – spiega Sassone Corsi – offre le migliori condizioni di sviluppo per un progetto innovativo come il nostro.
«Fin da subito, siamo stati pienamente supportati dal Dipartimento di fisica dell’Università di Trento, specializzato tra l’altro nella realizzazione di nanoparticelle al silicio.
«In più, abbiamo avuto l’immediato interesse dell’amministrazione provinciale che ha fatto il suo progetto, finanziandolo al 75% del suo valore.»
 

 
E così, a un anno esatto dalla prima interazione tra il sistema Trentino e il progetto NanoFarm, tutto è pronto in via Zeni per cominciare la ricerca che moltiplicherà per mille la capacità produttiva di nanoparticelle di Glass to Power portandola da quella attuale di qualche grammo al giorno fino all’ordine del chilogrammo ed oltre.
Proprio questi nanomateriali sono alla base della tecnologia dei concentratori solari luminescenti (LSC) che prevede l’inserimento in lastre di materiale plastico di particolari nanocristalli capaci di capaci di convertire la luce solare in raggi infrarossi.
Questi ultimi vengono poi riflessi all’interno del pannello fino ad arrivare al bordo dello stesso, dove una sottile striscia di celle fotovoltaiche convenzionali li converte in corrente elettrica. In questo modo l’energia fluisce invisibile dai vetri trasparenti delle finestre e viene incanalata verso i sistemi di accumulo oppure destinata all’impiego immediato per le più diverse utenze, sia domestiche che industriali.
 
Il prodotto – già brevettato nei principali Paesi del mondo – verrà sviluppato nel Polo Meccatronica in uno spazio produttivo di 400 metri quadrati, eventualmente aumentabili fino a 1.200 metri quadrati, e sarà pronto per essere commercializzato sul mercato entro l’estate.
Importanti le ricadute sull’occupazione. Ad oggi sono infatti già stati assunti a Rovereto 4 nuovi dipendenti tra ricercatori e tecnici specializzati, che per la fine del 2019 saranno 10 e a regime arriveranno a 30.
 
Possibili partnership in vista anche per le aziende della filiera trentina del vetro. Trentino Sviluppo si è infatti già attivata per mettere in contatto Glass to Power con chi sul territorio produce e costruisce lastre in materiali plastici, vetrocamere e serramenti e potrebbe dunque essere potenzialmente interessato all’innovativa tecnologia sviluppata dall’azienda.
 

 
 Glass to Power 
È uno spin-off dell’Università degli Studi di Milano - Bicocca, fondato a Milano nel 2016 con l’obiettivo di realizzare finestre e vetrate fotovoltaiche integrabili in edifici di ogni tipo senza alcun impatto estetico.
Oggi la società è una SpA con un valore di 11,2 milioni di euro e dopo aver acquisito la famiglia di brevetti dall’Università sia avvia alla fase di certificazione dei prodotti, con la previsione di entrare sul mercato entro la metà del 2019.

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