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Un salvagente per non annegare in questo mare di... cavolate

La multa data al cittadino che ha riparato una buca è la brutta faccia del nostro Paese

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La notizia, dal punto di vista giornalistico, è vecchia perché è di qualche giorno fa. Avevamo pensato di non pubblicarla, ma poi il buonsenso che è dentro di noi ha avuto il sopravvento.
Un cittadino, stufo di trovare una buca nel passaggio pedonale nel Comune di Barlassina (Brianza), ha deciso di ripararla lui, di sue spese.
Qualche giorno dopo, con una solerzia encomiabile, gli è arrivata una multa di 882 euro per aver violato il codice della strada.
Già che c’erano, gli hanno intimato di ripristinare la buca così come era prima del suo improvvido gesto riparatorio, ma con la possibilità di pagare meno se l’oblazione fatta entro cinque giorni.
 
Ovviamente la stampa si è fiondata a chiedere al sindaco le ragioni di un gesto così all’apparenza inspiegabile e il primo cittadino ha precisato che il Comune ha dovuto osservare la legge.
Ai commenti degli interlocutori, ha precisato che il cittadino ha sì pubblicato l’esistenza della buca chiedendone la riparazione, ma non lo ha fatto al Comune. Quindi ufficialmente il comune non lo sapeva.
E così è scattata la multa, con l’obbligo di ripristinare la buca.
Pensiamo che i lettori capiscano da soli l’assurdità di questa situazione, ma noi vogliamo aggiungere che il Comune doveva scoprire da solo l’esistenza della buca. E ripararla.
Niente di tutto questo.
 
Inutile dire che il cittadino ricorrerà contro la multa.
Invece non è scontato che il Comune provveda a ripristinare la buca come era in originale, per poi coprirla con tanto di licenza edilizia.
Ma di tutto questo si sono imparate alcune cose.
La prima è che il comune non ha scusanti sulle buche nelle strade: può ripararle solo lui, quindi non è ammissibile nessuna dimenticanza.
La seconda è che chi esce sconfitto non sono né il cittadino né il sindaco, ma il buonsenso.
Meglio indossare il salvagente per non annegare in questo mare di cazzate.

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