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A Palazzo Europa i vertici di Assindustria, Università e Fbk

Meccatronica: Olivi ha fatto il punto all'assessorato all'industria in vista dell'avvio della realizzazione dei laboratori

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A giugno partirà l'appalto per la realizzazione dei laboratori del polo della Meccatronica di Rovereto, per complessivi 17 milioni di euro, a cui seguirà più avanti l'incubatore scolastico.
La strada dunque è tracciata, ma è necessario che tutti i soggetti coinvolti in questa esperienza - oltre alla Provincia, mondo della formazione ad ogni livello, ricerca, imprese - cooperino sempre più strettamente.
E' a partire da queste premesse che il vicepresidente della Giunta provinciale, anche assessore allo sviluppo economico e lavoro, ha convocato stamani i vertici di Fbk, con il presidente Francesco Profumo e il segretario generale Andrea Simoni, dell'Università, con il rettore Paolo Collini e il prorettore Flavio Deflorian, e di Confindustria, rappresentati dal direttore Roberto Busato e dal membro del cda Luca Arrighi.
 
Due gli aggiornamenti da parte della Provincia: in primo luogo, è stato deciso di incaricare Trentino Sviluppo di individuare un project manager dedicato al coordinamento e all'interconnessione fra i diversi soggetti coinvolti nel progetto.
Il secondo è anche una richiesta: bisogna avere ben chiaro quali servizi e quali funzioni collocare nel primo blocco del polo, quello dei laboratori, che è strategico perché è lì che le esigenze delle imprese si incroceranno con le aspettative dei giovani formatisi nelle aule scolastiche e con le competenze messe a disposizione dai ricercatori.
E' infatti l'interazione fra questi fattori la vera novità della Meccatronica di Rovereto, che fungerà da attrattore per le realtà industriali più avanzate che operano nel settore e al tempo stesso consentirà di ottimizzare i processi di formazione delle risorse umane.
 
L'incontro di oggi è stato convocato sulla scia della recente assemblea di Confindustria, in cui si è parlato della necessità di far crescere una piattaforma integrata di imprese, a stretto contatto con il mondo della formazione e della scuola, centrata sulla Meccatronica, definizione per sua stessa natura multidisciplinare (evoca l'incontro fra la meccanica avanzata o di precisione e l'elettronica), che raggruppa imprese operanti anche in settori diversi del mercato come Bonfiglioli e Dana.
Il modello di cooperazione fra i soggetti coinvolti, che sta prendendo forma a Rovereto, potrà poi risultare valido anche per altri scenari.
«Esaminando i dati di Garanzia Giovani - ha detto il vicepresidente della Provincia - ciò che salta agli occhi è che esistono dei settori che generano una domanda di lavoro molto maggiore di altri, e uno di essi è quello della Meccatronica. Non sempre questa domanda viene soddisfatta. Ieri abbiamo siglato un accordo con una impresa altoatesina che si trasferirà in Trentino, attratta dalle condizioni che ha trovato qui, a partire da quelle di natura fiscale: tuttavia anch'essa ci ha segnalato che sta facendo qualche difficoltà ad individuare una serie di profili tecnici specialistici. Dobbiamo quindi insistere su questa strada, per legare scuola, formazione, università, impresa.»
 
Dagli interlocutori presenti è venuta la conferma che il polo di Rovereto dovrà essere qualcosa di molto mirato e specializzato, anche se aperto alle collaborazioni con altri poli analoghi, in modo tale da rendere ancora più attrattivo il Trentino.
Ciò naturalmente nella consapevolezza che la Meccatronica non può essere confinata a Rovereto ma deve interessare tutto il territorio (a questo proposito il vicepresidente ha ricordato che esiste un Fondo impianti che consente di finanziare l'installazione di nuovi impianti tecnologici attraverso il meccanismo del leasing, rivolto in particolare alle aziende non presenti all'interno del polo).
E ancora: se la Provincia designerà attraverso Trentino Sviluppo una figura dedicata al coordinamento dei soggetti e delle iniziative riguardanti la Meccatronica, anche la Confindustria del Trentino creerà un rappresentante unico per tutte le imprese del settore.
Infine, sul piano della formazione, è emersa una forte richiesta di interdisciplinarietà, che richiama di nuovo la funzione dei laboratori, dove competenze e conoscenze sono destinate ad incrociarsi e a contaminarsi.

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