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«Kissmybike»: ladri di biciclette, addio

Si tratta del progetto di un innovativo antifurto per bici, che da Trento vola in Europa

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L’Europa sostiene un’altra idea innovativa nata nel nostro territorio. Il progetto si chiama Kissmybike, e servirà a rendere più serena la vita di ogni ciclista cittadino, grazie ad un innovativo sistema antifurto per le due ruote.
Kissmybike è entrato nella selezione del programma di accelerazione Finodex, per lo sviluppo e la crescita delle startup, cofinanziato dalla Commissione Europea.
Tra i partner dell’acceleratore ci sono anche la Fondazione Bruno Kessler e Trento Rise.
Tra i 297 progetti che hanno partecipato al bando, solo 52, tra cui solo 7 italiani, sono stati selezionati per la seconda fase del programma.
Kissmybike, unico progetto Trentino ad avere superato la prima fase, concorrerà per ricevere il finanziamento europeo, fino ad un massimo di 170 mila euro, per lo sviluppo e l’effettiva produzione del loro sistema.
 
Il programma Finodex è stato voluto dall’Unione Europea per patrocinare tutte quelle startup che utilizzano come parte integrante della propria tecnologia la piattaforma Fiware e open data.
Fiware nasce nel 2011 per fornire agli sviluppatori strumenti e tecnologie che facilitano la creazione di nuove applicazioni e servizi software.
Utilizzando gli open data, gli sviluppatori rendono accessibili e riutilizzabili tutte le informazioni ottenute mediante l’applicazione dei propri servizi. Questo comporta un grande potenziale sociale ed economico.
Il sistema antifurto Kissmybike, ideato appositamente per biciclette, consiste in un dispositivo elettronico che, montato all’interno del telaio delle bici e dunque invisibile, permette di segnalare il furto, tracciare e localizzare il proprio mezzo.
Un’applicazione mobile per smartphone e servizi cloud assicurano il semplice ed efficiente utilizzo del sistema.
 
Kissmybike vede la luce a Trento, dove tre giovani aspiranti imprenditori, Ivan Minakov, Uladzimir Kharkevich e Nadya Bobova, tutti ex alunni dell’Ateneo trentino, hanno unito le loro conoscenze per dar vita ad un progetto dalle grandissime potenzialità.
L’idea nasce dopo l’ennesimo furto di bicicletta subito da Uladzimir, quando i tre quasi per gioco, iniziano a pensare ad un sistema per proteggere le proprie bici.
Via via che il progetto prende forma, il lavoro dei giovani si fa più complesso ma anche più ricco di soddisfazioni e risultati, tanto da ricevere il riconoscimento formale dall’Unione Europea.

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