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Biomat, piccolo gioiello trentino nel settore materiali diagnostica

Nel 2016 raddoppierà la produzione di micropiastre dell’azienda – Export al 70% soprattutto verso India – L’ad Marmieri: «Ora puntiamo a conquistare gli USA».

Si raddoppia l’attività di Biomat, tra i leader mondiali nel settore delle micropiastre per test immunologici.
Con l’installazione della nuova linea automatica per l’assemblaggio Biomat raddoppierà la propria capacità produttiva, passando da uno ad oltre due milioni di micropiastre prodotte l’anno.
Ai nuovi impianti si aggiunge l’aumento del 50% del personale.
«Siamo soddisfatti di questa crescita, che ci conferma tra i leader nel settore insieme a colossi multinazionali come le americane Thermo e Corning e la tedesca Greiner», spiega Gabriele Marmieri, amministratore delegato di Biomat srl, durante l’inaugurazione della nuova linea di produzione nella propria sede in via Zeni 8, a Rovereto. Una vera sfida di Davide contro Golia.
«Vogliamo mostrare che il Trentino può continuare a giocare una partita industriale anche in settori non strategici come il biomedical.»
Il prodotto è costituito da una serie di contenitori di plastiche «attivate» attraverso processi di proprietà della Biomat, fondamentali per realizzare i kit diagnostici per test immunologici.
 
Tutte le patologie comuni come Morbillo, Aids, Toxoplasmosi ecc., ma anche la ricerca sui tumori e sulle malattie genetiche legate all’analisi del DNA si basano sull’impiego delle micropiastre con superfici attivate:
«Il sistema serve a catturare gli anticorpi e gli antigeni di una determinata malattia per determinarne il tipo e il grado di virulenza», spiega Marmieri.
Le micropiastre andranno ai produttori di kit diagnostici sia italiani che stranieri, con un export che realizza tra il 60-70% delle vendite.
Biomat opera in tutti le aree del mondo, con una posizione di dominio del mercato in India, paese con una forte crescita nel settore della diagnostica, ed in Iran paese in cui è presente da oltre 10 anni.
«Ma contiamo di aumentare notevolmente la nostra quota di presenza in USA, il mercato più importante che oggi assorbe solo il 3,5% del nostro prodotto», continua l’amministratore delegato
I vantaggi? Innovazione, customer care eccellente e l’immancabile know-how italiano per migliorare i processi di qualità del prodotto.
L’azienda trentina, con sede presso la sede di Trentino Sviluppo nasce nel 1992 come azienda all’avanguardia nell’ingegneria biomedicale, con le micropiastre a 96 e 384 pozzetti per uso nel campo immunologico, umano, veterinario e agrario, per l colture cellulari e la ricerca, in particolare nelle malattie genetiche.
Negli anni recenti ha visto una crescita del 17%, in un mercato complessivo che globalmente crescerà fino a 75 miliardi di dollari nel 2020.

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