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India, Paese in via di sviluppo. E di civilizzazione

Dal falso obbiettivo dei due Marò italiani incriminati, alla vergogna della connivenza con i violentatori di gruppo

Non è sfuggito a nessuno il paradosso dell’India, che presenta incongruenze abissali nel campo del Diritto a fronte della pretesa di essere un «Paese in via di sviluppo».
La Magistratura è l’elemento fondante di una società, quello che fa la differenza tra un paese civile e un paese incivile. Tutti i paesi occidentali presentano buchi in tal senso, ma si tratta perlopiù di casi isolati o di semplice (si fa per dire) accanimento giudiziario. Gli impianti legislativi e soprattutto la cultura diffusa non ammettono tolleranze di sorta e il più delle volte è lo stesso sistema che è capace di fare pulizia da solo.
Quello che abbiamo visto e continuiamo a vedere in India è proprio al di fuori di ogni vissuto culturale in termini di giustizia nei sviluppati.
 
Il caso più eclatante è quello dei Marò italiani ingiustamente trattenuti in India da due anni per essere sottoposti a un giudizio che le regole internazionali (sottoscritte dalla stessa India) non ammettono. Un caso che sarà codificato negli annali come esempio negativo per le scuole di diritto e come clamoroso errore negli ambienti diplomatici.
Un caso che ha messo in luce la cattiva amministrazione giudiziaria indiana, l’incapacità italiana a far valere i propri diritti e l’assoluta assenza dell’Europa nei rapporti con il Mondo intero.
Ma resta pur sempre un caso che irrita il buonsenso e inibisce il senso di appartenenza al nostro paese.
Il che non è cosa da poco, sia ben chiaro, un caso esemplare di pura amoralità.
Ma che non è nulla in confronto all’immoralità dimostrata dalla tolleranza diffusa nei confronti della violenza perpetrata contro le donne, perché si tratta di reati contro l’umanità, tollerati moralmente e materialmente dalle autorità di pubblica sicurezza.
 
Una bambina di 12 anni viene incantonata da un capobanda, che la fa violentare da tutti i suoi complici.
Viene rimandata a casa e la bambina racconta tutto ai suoi genitori. I quali sporgono denuncia.
Per tutta risposta i violentatori, evidentemente allertati dalla polizia, riprendono la bambina e la violentano di nuovo, minacciandola di morte se la denuncia dovesse andare avanti.
Il padre non sa cosa fare, ma a un certo punto la bambina viene trovata morente, bruciata da quello che poteva sembrare un suicidio. Penosissimo di per sé, ma la morente riesce a parlare prima di morire e denuncia i suoi aggressori di averla bruciata viva perché era incinta.
A questo punto le autorità cosa faranno? Perseguiranno i banditi, oppure denunceranno per falsa testimonianza chi ha raccolto le ultime parole dalla bambina?
La gente della strada non ha dubbi. La banda va sgominata. Scendono in piazza per protestare contro il sistema, ma la polizia reagisce violentemente…
 
Non sappiamo come andrà a finire, ma sappiamo come stanno le cose.
L’India è un paese in via di sviluppo, ma anche di civilizzazione.

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