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Palestina: si rafforza il braccio armato dell’Organizzazione

Gilaad Shalit, liberato nell’ambito di uno scambio di prigionieri tra Israeliani e Palestinesi, ha assunto il controllo dell’ala militare

Lo scorso 13 febbraio, il Comitato Esecutivo di Hamas ha eletto come nuovo leader del movimento Yahya Sinwar, uomo forte all’interno delle brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato dell’organizzazione.
Nato del campo profughi di Khan Younis ed Ex comandante del Munazzamat al Jihad wal-Dawa, (apparato di sicurezza del movimento avente il compito di individuare eventuali collaboratori palestinesi con le autorità israeliane), nel 1989 Sinwar è stato arrestato e condannato all’ergastolo per l’omicidio di un soldato israeliano.
Dopo 22 anni trascorsi in carcere, nel 2011 Sinwar è stato liberato nell’ambito di uno scambio di prigionieri per il rilascio del militare israeliano Gilaad Shalit.
Da quel momento il nuovo leader di Hamas ha rappresentato uno degli esponenti di punta dell’ala dei “falchi” delle brigate di al-Qassam, ponendosi in maniera estremamente critica nei confronti dell’operato del braccio politico del movimento e ritagliandosi uno spazio di azione sempre più autonomo.
 
La sua elezione alla guida di Hamas rappresenta quindi un segnale evidente del definitivo rafforzamento dell’ala militare del gruppo rispetto a quella politica.
Quest’ultima, infatti, ha visto negli ultimi anni un progressivo indebolimento della sua leadership all’interno della Striscia di Gaza derivante soprattutto dall’impossibilità di far fronte al forte deterioramento delle condizioni economiche e di sicurezza di questi territori.
Dunque, con molta probabilità, la scelta di Sinwar appare essere funzionale alla volontà del movimento di recuperare il terreno perso a favore di altri gruppi salafiti presenti nell’area, quali la Jihad Islamica Palestinese, anche attraverso l’assunzione di una retorica e di un modus operandi molto più violenti nei confronti della controparte israeliana.
Quindi, in un momento di già forte polarizzazione delle posizioni dei vari attori coinvolti nel dossier israelo-palestinese il cambio al vertice di Hamas potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di destabilizzazione nell’evoluzione di tale scenario.

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