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Trentini d'Argentina: un viaggio alla ricerca delle nostre radici

Serie di incontri della delegazione della Provincia nella zona di Cordoba

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«Si sa ben poco degli alberi se non si osservano anche le loro radici. E sono radici che vanno molto lontano quelle incontrate dalla delegazione trentina nel suo breve viaggio attraverso l'Argentina.»
Qui il presidente Ugo Rossi, la consigliera Lucia Maestri e i presidenti di Trentini nel mondo, Alberto Tafner e dell'Unione famiglie trentine all'estero, Mauro Verones, hanno incontrato dapprima i soci del Circolo trentino di Cordoba e successivamente alcuni imprenditori che attraverso le generazioni si sono conquistati un ruolo da protagonisti nell'economia dello Stato sudamericano.
La visita in Argentina dei rappresentanti delle istituzioni trentine è iniziata a Cordoba, nel centro che da anni funge da richiamo per i discendenti dei nostri concittadini partiti nel secolo scorso in cerca di fortuna.
 
A fare gli onori di casa al Circolo di Oncativo la presidente Sonia e il consultore Gustavo Fabian Cristofolini che ha accompagnato i trentini anche durante le tappe successive.
La scelta della prima meta è caduta su Cantieras San Nicolas dove da più di 25 anni la famiglia Pedrotti (originaria di Cavedine) coltiva l'estrazione di un particolare inerte (aridos) utilizzato per calcestruzzi e conglomerati bituminosi.
«I nostri nonni sono arrivati qui a metà degli anni Venti - hanno spiegato Irma e Josè - lavorando dapprincipio in agricoltura.»
Nel 1980 la famiglia Pedrotti rileva una cava che oggi si estende per circa cinquanta ettari e dà lavoro a 45 persone. Gigantesche le macchine usate per l'attività. Le forniture interessano l'intero mercato nazionale.
 
Subito dopo la delegazione si è spostata sulle rive del grande lago Los Molinos dove su circa dieci ettari si estende un complesso residenziale-turistico gestito dai coniugi Aldo Menicetti e Nora Donini, quest'ultima originaria di Molveno.
Altro protagonista di questa avventura imprenditoriale il progettista del complesso, Walter Baitella la cui famiglia è originaria di Madrano (il nonno era partito da solo a 17 anni per raggiungere un fratello già emigrato in Argentina).
L'arte dell'accoglienza e lo splendido scenario del lago sono gli ingredienti dell'attività organizzata nella vendita e affitto dei lotti e delle villette particolarmente frequentate in estate da chi ama il nuoto, la vela e la pesca.
 

 
La terza tappa si è sviluppata nel territorio del comune di Villa General Belgrano, dapprima presso il centro culturale, con il comitato di accoglienza guidato dal sindaco Sergio Daniel Favot che ha proposto canti e una caratteristica cerimonia di benvenuto e scambio di doni.
Nell'incontro ci si è soffermati in modo particolare sulla necessità di rilanciare il gemellaggio con il comune di Tuenno, ora confluito nel comune unico Ville d'Anaunia che ha già fatto sapere attraverso il presidente Rossi la disponibilità a riprendere la collaborazione.
«Del resto – ha commentato Rossi – è proprio attraverso le relazioni che ci mettiamo in gioco per costruire un futuro migliore.»
 
La visita è poi proseguita al centro di formazione agraria, già in passato oggetto di un sostegno della Regione per la costruzione di due aule didattiche. Infine il ritrovo nella sede dell'Associazione italiana che cura una serie di attività (come le lezioni in lingua, il ballo, le proposte culturali) che hanno il merito di mantenere uniti i discendenti dei nostri emigrati.
In serata l'ultima tappa, a Colonia Tirolese dove l'intendente Remigio Costa Lauret ha consegnato l'attestato di ospitalità ai presidenti Rossi, Tafner e Verones invitandoli con tutta la comunità dei discendenti trentini ad un momento di festa al quale ha partecipato anche il Console generale d'Italia Marco Matacota Cordella.
 
«Siamo orgogliosi di essere qui – ha detto Rossi – per constatare ancora una volta gli effetti positivi dell'impegno dei trentini anche nei confronti del paese che li ha accolti. assieme alle due associazioni, la Provincia cerca di mantenere il più possibile i contatti con i propri figli all'estero.
«Questo per due motivi: anzitutto per la gratitudine che va espressa nei confronti di chi, cercando in un altro paese di migliorare le proprie condizioni ha contribuito a far crescere anche il Trentino; in secondo luogo per il fatto che ci insegnate a non dimenticare le nostre radici spronandoci nel contempo a sviluppare quell'attitudine al contatto con l'altro, al saper stare insieme che permette di guardare al futuro con fiducia.»

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