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Aperti i lavori del XII «Dreier Landtag», gli interventi dei presidenti

I pensieri di Dorigatti, Van Staa, Widmann, Sonderegger, Rossi, Platter e Kompatscher

Gli interventi introduttivi dei presidenti delle assemblee legislative della Provincia autonoma di Trento, della Dieta del Landt Tirolo e della Provincia autonoma di Bolzano, Bruno Dorigatti, Herwig van Staa e Thomas Widmann, seguiti dal saluto dei governatori degli stessi territori, Ugo Rossi, Günther Platter e Arno Kompatscher, hanno aperto nel pomeriggio in Sala Depero, a Trento, la dodicesima seduta congiunta del Dreier Landtag, che proseguirà questa sera e tutta la giornata di domani per esaminare una trentina di mozioni dedicate alla collaborazione transfrontaliera e ad iniziative comuni ai territori dell’Euregio Tirolo.

 
 DORIGATTI 
«Serve un tavolo trilaterale per ridefinire le nostre funzioni e lavorare con il Gect.»
 
I 25 anni della nostra collaborazione, a 70 dal patto Degasperi-Gruber.
Aprendo i lavori dell’assemblea congiunta, il presidente Dorigatti ha ricordato che l'incontro si svolge nel venticinquesimo anniversario del Dreier Lantag, «innovativa esperienza politica transfrontaliera», in una sede particolarmente significativa come la Sala Depero.
«Sala che, – ha spiegato il presidente, – con il linguaggio artistico di Fortunato Depero custodisce sia la memoria dei primi passi della democrazia territoriale uscita dal dramma della guerra, sia quella del percorso dell'autonomia speciale del Trentino e dell'Alto Adige – Südtirol».
«Un’autonomia – ha proseguito Dorigatti – che trova il suo fondamento giuridico nella stagione del ritrovato dialogo fra Italia ed Austria e che culmina nel Patto Degasperi-Gruber, del quale proprio quest'anno cade il settantesimo anniversario.»
 
La politica può rendere i confini muri o «sottili fili di seta».
Il presidente del Consiglio trentino ha subito richiamato la questione dei confini, sottolineando che sono le scelte politiche a farne «muraglie invalicabili, invece che sottili fili di seta.
«Soprattutto – ha aggiunto – quando le legittime posizioni dei singoli Stati si trovano a cozzare contro il silenzio dell'Unione europea, e quando i toni si alzano in un crescendo preoccupante.»
I saldi legami che nonostante tutto questo le Assemblee legislative del Tirolo del nord e del sud e del Trentino hanno saputo assicurare dimostrando come il dialogo e la volontà di cooperare possano rivelarsi più forti di ogni pregiudizio, consentono per Dorigatti di ribadire il valore del Trattato di Schengen, «consapevoli che muri, barriere e divieti spingono indietro quell’orologio della storia».
 
Il Dreier Landtag dovrà cambiare e focalizzarsi sull’agire del GECT.
Secondo il presidente del Consiglio trentino, «è giunto il momento per riflettere sui nuovi compiti dell'Assemblea congiunta del Dreier Landtag, che dovrà maggiormente sostanziarsi nella funzione legislativa, affidando compiti più tipici dei poteri esecutivi al Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale.
«Solo così – ha proseguito Dorigatti – l'area euroregionale potrà farsi ulteriore laboratorio di una condivisa programmazione per aprire a nuovo sviluppo i nostri territori.
«Naturalmente – ha precisato – non si tratta di cedere quote di sovranità, bensì di investire su innovazione e progettualità sinergiche su versanti come la salute, la mobilità, la formazione universitaria, la cultura e altri.
«Quello a cui dobbiamo tendere – ha affermato il presidente – è la progressiva edificazione di un soggetto istituzionale e politico posto a scavalco delle Alpi ed in grado di farsi laboratorio sperimentale.
«Un laboratorio dove, nel rispetto delle autonomie dei tre territori e delle sfere d’azione dei singoli Stati, le decisioni prese devono avere rapida operatività e dove il dibattito si focalizzi sull’agire del GECT, anziché sul ripetitivo meccanismo delle mozioni e del loro esame.
«Per fare questo – ha concluso – si può anche immaginare la costituzione di un tavolo trilaterale, al quale affidare il compito di ridefinire ed ammodernare le funzioni di questo nostro appuntamento con la politica e la democrazia alpina.»
Infine Dorigatti ha accennato al processo di riscrittura dello Statuto di autonomia della Regione che è stato appena avviato nelle due Province.
Nuovo Statuto nel quale a suo avviso andrebbero evidenziati «la forza e l'importanza del percorso euroregionalistico, anche quale chiave di lettura delle autonomie speciali per i prossimi anni e quale segnale d'avanguardia e di modernità nel più vasto scenario comunitario».
 
 VAN STAA 
Dall'Arge Alp al Gect, fino all'Euregio.
 
Il presidente della Dieta del Land Tirolo Herwin van Staa ha espresso soddisfazione per la presenza attiva dei presidenti degli esecutivi dei tre territori, che dimostra l'importanza del Dreier Landtag.
La partecipazione loro e di altre autorità territoriali smentisce anche chi sui media considera non rilevanti queste sedute congiunte.
Van Staa ha ricapitolato la storia dei rapporti fra i territori del Dreier Lantag, iniziata nel 1971 dall'incontro tra i consiglieri del Tirolo e dell'Alto Adige, cui poi si è aggiunto il Trentino.
Secondo il presidente di Innsbruck decisivo è stata la fondazione dell'Arge Alp, senza la quale non sarebbe stato possibile dar vita al Dreier Landtag.
Il presidente del Consiglio del Land Tirolo ha ricordato anche la partecipazione del Vorarlberg con il ruolo di osservatore.
Successivamente si è costituito il GECT, gruppo europeo che ha permesso di istituire l'Euregio Trentino tirolese, sviluppatasi rapidamente negli ultimi anni grazie alla collaborazione dei presidenti dei tre territori dell'area.
Per le assemblee legislative è stato importante anche adottare nel dicembre scorso una delibera grazie alla quale la strategia macroregionale per l'area alpina ha assunto maggior peso.
I presidenti trentino, tirolese e di Bolzano hanno spinto molto per il riconoscimento dell'Euregio.
Proseguendo in questo viaggio nella memoria, van Staa ha detto di conoscere Fortunato Depero, l'artista cui è intitolata questa sala in cui il presidente Helmut Kohl ha ricevuto il premio Degasperi.
E ha concluso affermando che i suoi legami di amicizia con Romano Prodi non sono stati certo uno svantaggio per l'avvento e la crescita dell'Euregio.
 
 WIDMANN 
La soluzione al problema dei richiedenti asilo va trovata a livello europeo.
 
Il presidente del Consiglio della Provincia di Bolzano Thomas Widmann ha evidenziato l'importanza di questo incontro per gli argomenti da affrontare oggi e domani.
Un argomento particolarmente complesso è la politica da adottare nei nostri territori nei confronti dei richiedenti asilo.
A suo tempo l'apertura del confine del Brennero è stata per l'Alto Adige un momento di crescita importantissimo per la libera circolazione in Europa.
La soluzione del problema di oggi può essere per Widmann solo europea.
La Germania a suo avviso è forse l'unico paese che ha creduto ad una soluzione europea cercando un accordo con la Turchia. Si tratta ora, a suo avviso, di sostenere i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
E ha ricordato che l'anno scorso la Repubblica austriaca ha accolto ben 90.000 profughi.
«Noi – ha concluso Widmann – continuiamo a sperare che non si giunga ad una chiusura del confine del Brennero. I nostri territori sono estremamente interessati a una soluzione europea e a questo obiettivo lavoreranno in queste due giornate.»
 
 HARALD SONDEREGGER 
Siamo interessati al tema dei profughi.
 
Ha preso poi la parola Harald Sonderegger, presidente della Dieta del Vorarlberg, regione austriaca che da anni partecipa al Dreier Landtag con il ruolo di osservatore.
«I temi in discussione in questa seduta congiunta delle assemblee legislative risultano per noi di grande interesse, – ha detto Sondereggen riferendosi soprattutto alle mozioni dedicate alla questione del confine del Brennero e alla gestione dei flussi dei migranti. – Abbiamo accolto anche noi migliaia di profughi ai quali stiamo cercando di offrire possibilità di integrazioni.
«In tema di profughi la nostra regione riesce a rispettare la quota massima fissata dall'Austria, ma stiamo raggiungendo ormai la soglia limite. Si profilano quindi problemi che dovremo affrontare insieme.
«Sono curioso di vedere come procederanno al riguardo i lavori di questo Dreier Landtag.
«Incontri del genere – ha concluso – devono essere sfruttati anche per discutere di altri argomenti.»
 
Dopo l'intermezzo musicale offerto ai partecipanti dal coro della Sat che ha eseguito alcuni brani classici della tradizione trentina (Ride la luna ciara sora Castel Toblin, La dosolina, Vien Moretina, La Montanara), la sequenza dei saluti introduttivi si è conclusa con gli interventi dei tre governatori del Trentino, del Tirolo e della Provincia di Bolzano: Ugo Rossi, Guenther Platter e Arno Kompatscher.
 
 ROSSI 
L'Euregio dimostra che il segno dell'europa unita è vivo oltre ogni emergenza.
 
Il presidente della Giunta provinciale di Trento Ugo Rossi ha esordito con l'augurio che queste due giornate portino stimoli al GECT perché quest'organismo porti avanti le attività prefigurate qui.
«La strada percorsa dal Dreier Landtag è stata molta – ha osservato Rossi – ma questo momento è particolarissimo: l'Euregio è partita quando l'Europa ha depotenziato i propri confini interni aprendo alla collaborazione in molti campi, dal commercio, ai trasporti, al turismo, fino all'attuale progetto di tunnel del Brennero.
«Il confine del Brennero è oggi tornato ad essere un luogo di tensione per i flussi di profughi spinti a fuggire dalle guerre, dagli squilibri economici mondiali e dall'attrazione che l'Europa continua ad esercitare.
«Il concetto fondamentale per Rossi è che l'Euregio dimostra che il sogno dell'Europa unita è sempre vivo oltre ogni emergenza e crisi, compresa la crisi umanitaria attuale.
«A cavallo delle Alpi – ha concluso Rossi – abbiamo costruito un progetto europeo di collaborazione il cui obiettivo è lavorare perché soprattutto i giovani possano cogliere le opportunità che l'Euregio mette loro a disposizione.
«In tutti i campi, a partire dal lavoro, ma senza dimenticare la solidarietà, dimostrata anche dal nostro intervento congiunto in Africa.
«Cogliamo l'occasione di questo incontro per trovare quel che ci unisce e lasciar perdere quel che ci divide.»
 
 PLATTER 
Basta con la retorica bellica sul Brennero. Interverremo sul confine solo se l'Italia e l'Europa non faranno nulla.
 
Il presidente del Land Tirolo ha ricordato che in questi 25 anni il Dreier Landtag ha raggiunto buoni risultati.
E che oggi la grande sfida consiste nel flusso dei profughi in atto. Proprio in temi come questo, allora, per Platter è quanto mai necessario che l'Euregio non si divida, anche se vi sono posizione diverse.
«Occorrono proposte e soluzioni congiunte, ma sicuramente – ha detto proseguito il presidente tirolese – abbiamo un'enorme responsabilità: ricordare all'Ue qual è il suo compito.
«Inoltre occorre che l'Italia renda sicuri i propri confini, perché probabilmente ci troveremo di fronte all'arrivo di tanti altri profughi. Ultimamente ne sono già arrivati 3.000.
«Per questo – ha aggiunto Platter – più l'Italia farà i suoi compiti in casa prevedendo centri di registrazione, e meno dovremo intervenire sul Brennero.
«Se non si farà nulla neanche a livello europeo, saremo costretti ad andare in questa direzione.»
Il presidente di Innsbruck ha esortato tuttavia a «rinunciare alla retorica bellica.
«Non stiamo chiudendo confini – ha sottolineato – perché non siamo in guerra. Quelli austriaci saranno semmai controlli temporanei per garantire la sicurezza.
«Ci troviamo comunque di fronte ad un compito difficilissimo e per questo è necessario che il Dreier Landtag eserciti una forte pressione sull'Ue, in modo da evitare che al Brennero la situazione diventi caotica.»
Un altro grosso problema per Platter è costituto dal traffico di transito dal valico, che mette a rischio la salute della popolazione dell'Euregio Tirolo a causa dei 2 milioni di mezzi pesanti che transitano ogni anno lungo gli oltre 200 km di strada in questi territori.
«Per Platter occorre affermare che è possibile realizzare la galleria di base del Brennero.
«Il Land Tirolo deciderà comunque di ridurre il traffico a partire dal 1° settembre. E a questo scopo procederà all'aumento del pedaggio stradale.
«Il presidente ha concluso ricordando «che nel 2018 assumeremo la presidenza della macroregione delle Alpi e proprio per questo occorre parlare con una voce sola di fronte all'Unione europea, individuando i veri problemi e le vere soluzioni da adottare.»
Platter ha infine ringraziato i colleghi presidenti per il lavoro del GECT, che non si limita a dichiarazioni solenni ma fa sentire alle popolazioni l'importanza di questa collaborazione transfrontaliera.
 
 KOMPATSCHER 
Non facciamo folklore, siamo il simbolo di un'Europa di pace, ma tutti gli stati devono dare il loro contributo alla soluzione del problema dei profughi.
 
Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha concluso gli interventi della parte introduttiva del Dreier Landtag ribadendo l'importanza di questa iniziativa, della cui necessità non ci stiamo auto-convincendo, perché la collaborazione nell'area dell'Euregio è una realtà.
Si tratta per Kompatscher di «dare tutti insieme dei segnali agli Stati e all'Ue e verso soprattutto ai nostri cittadini.
«Non abbiamo bisogno di giustificare la nostra esistenza, perché i fatti parlano da sé, come è stato già detto dagli altri presidenti.
«Anche le sfide che ci troviamo ad affrontare e che alimentano discussioni e timori, documentano l'utilità del Dreier Lantag, del GECT e dell'Euregio.
Non è vero che possiamo fare solo folklore perché l'Europa ci sta guardando: dobbiamo dimostrare che vi sono comunità che credono davvero in questa collaborazione.»
Il presidente altoatesino ha ricordato che il confine del Brennero è nato dai nazionalismi, ma poi «è diventato anche il simbolo di un progetto di pace che ha portato decenni di benessere e che si chiama Unione europea.
«Un'Europa che supera i confini e i nazionalismi e che non li rende più percepibili.»
«Certo, i singoli Stati europei hanno posizioni diverse e non possiamo pretendere di risolvere il problema dei profughi scaricandolo solo sull'Austria. Occorre che tutti condividano responsabilità e oneri.
«Non si può limitarsi a criticare l'Austria, bisogna che ciascuno Stato europeo, nessuno escluso dia il proprio contributo di fronte a questo problema.»
Kompatscher ha ricordato di averne parlato anche al ministro degli interni Alfabno perché vi sono Paesi membri dell'Ue che fino'ora non hanno fatto nulla.
Si può pretendere qualcosa dagli altri se si fanno prima i propri compiti nel rispetto delle direttive dell'Ue.
«Contro questo atteggiamento – ha detto il presidente della Provincia di Bolzano – dobbiamo batterci.
«L'Ue deve cercare soluzioni attraverso accordi con i Paesi del Nordafrica.
«Da parte nostra, nei nostri territori sul problema dei profughi occorre perseguire una soluzione equa.
«A produrre l'unificazione dell'ex Tirolo, saranno i segnali che sapremo dare in questa direzione, continuando a lavorare in funzione di questo risultato.»

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