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Tagli alla Cooperazione Internazionale?

Mara Dalzocchio ci spiega perché si dichiara d’accordo. Le nostre considerazioni

Raramente pubblichiamo i comunicati che i politici inviano alla nostra redazione, che però leggiamo volentieri perché fanno «formazione», ovvero ci tengono al corrente del loro pensiero.
In tutti i casi un quotidiano non è una bacheca interattiva come Facebook o altri social network, che prendono pazientemente tutto, anche le fake news.
Quindi, quando pubblichiamo qualcosa, è perché lo condividiamo oppure perché vogliamo commentare.
Di seguito pubblichiamo la mail che ci ha inviato la consigliera provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio.
A seguire, le nostre considerazioni.

Rispetto alla riduzione di fondi pubblici per la cooperazione internazionale, disposta dalla Giunta Fugatti e per la quale il centrosinistra, immancabilmente, ha voluto far sentire la propria voce indignata, tengo a precisare due passaggi che ai più sembrano sfuggire.
Il primo riguarda il fatto che la cosiddetta "sforbiciata" dei finanziamenti alla cooperazione internazionale in verità è, appunto, solo una riduzione di fondi pubblici che comunque continueranno ad essere erogati.
In secondo luogo, evidenzio come con questa riduzione potranno essere liberate risorse per il sociale.
In particolare, auspico maggiori stanziamenti per i disabili e per le loro famiglie, da pensarsi soprattutto in prospettiva futura, quando i genitori di una persona diversamente abile dovessero mancare e questa si trovasse nella condizione di dover essere assistita.
Parlo anche dell’innalzamento degli assegni per queste persone che, troppo spesso, si trovano a poter gestire poche centinaia di euro al mese per sostentarsi o di quelle famiglie che, per prendersi cura del figlio malato, perdono il lavoro a causa delle troppe assenze e dei permessi non più giustificabili.
 
Moltissimi sono gli ambiti in cui investire quei finanziamenti, e noi abbiamo il dovere e il diritto di poter aiutare prima i nostri concittadini che ci hanno chiesto un segnale forte di cambiamento e noi, quel segnale non vogliamo disattenderlo.
Più in generale si è voluto dare un taglio a tutta una serie di spese che fanno parte di un'epoca passata e che rispecchiano un sistema che noi abbiamo sempre voluto combattere e che ora - al governo della Provincia Autonoma di Trento – abbiamo l’onere e l'onore di riformulare nel pieno rispetto di quel mandato elettorale che ci è stato conferito il 21 ottobre.
Mi pare - ci tengo a concludere - che il loro sistema, nonostante abbiano utilizzato bellissime parole, dati e quant'altro per legittimarlo, non abbia portato a dei benefici ed è ora di guardare le cose concretamente.
 
Mara Dalzocchio
Consigliere della Lega Salvini Trentino

Anzitutto è la legge provinciale che impone che lo 0,25% del bilancio della Provincia autonoma di Trento debba essere devoluto alla cooperazione internazionale.
In pratica, più di 10 milioni. Una cifra di tutto rispetto, che certamente fa onore al Trentino e che per anni ha significato più di quanto lo stesso Stato Italiano abbia destinato alle stesse finalità.
Più di uno afferma che lo 0,25% sia troppo e difatti nella scorsa legislatura era stata messa ai voti una proposta di modifica: cambiare la frase «almeno lo 0,25%» con «fino a un massimo dello 0,25%».
Il che avrebbe consentito alle Giunte provinciali anche di non attribuire neppure un centesimo alla cooperazione internazionale.
Ma la mozione non passò e tutto rimase come prima.
Quindi la prima considerazione è: o cambiamo la legge o la rispettiamo. Non basta una delibera per modificare un dispositivo di legge.
Cambiamola. Stavolta probabilmente ci sono i numeri per approvarla. Ma fino a quel momento la cifra da devolvere resta allo 0,25%.
 
Nel dicembre 2013 l’assessora Ferrari (Giunta Ugo Rossi) attivò una campagna per la raccolta di fondi per i disastri naturali avvenuti in Sardegna e per quelli accaduti nelle Filippine.
La legge di cui sopra obbliga di aiutare esclusivamente paesi extra europei. Come dire che potevamo aiutare anche la Sardegna, ma non attingendo a quello 0,25%
Per quanto riguarda le Filippine, allora ci eravamo chiesti se la Provincia avesse esaurito i fondi… Che senso aveva fare un appello ai cittadini, quando la legge è di per sé così generosa?
La seconda considerazione dunque è – nel caso di modifica della legge – quella di estendere la solidarietà a tutti i territori non trentini. Gli aiuti ai terremotati potrebbero entrare tranquillamente in quel favoloso 0,25%.
La terza considerazione è che, in presenza di detta legge, non vada chiesta altra solidarietà ai cittadini.
Se ben ricordiamo, infatti, quell’appello pro Sardegna e pro Filippine raccolse molto poco.
 
La proposta della consigliera Dalzocchio di devolvere quei fondi alle famiglie di disabili sarebbe lodevole, se la Provincia non disponesse di fondi sufficienti per farlo senza toccare quello 0,25%.
Quella legge era nata proprio per obbligare l’esecutivo a non pensare solo ai propri cittadini. Era come un segno di generosità da parte di un territorio come il Trentino che è passato dalla posizione di una delle province più povere d’Italia a una delle più prosperose.
Senza fare paragoni irriverenti nei confronti della signora Dalzocchio (che è di un altro partito), ci è sembrato di ricordare Fraccaro quando aveva definito «inutile» il Traforo del Brennero: sosteneva invece con quei soldi potremmo «pulire le città» (sic).
Anche Di Maio aveva affermato che con i soldi della TAV si doveva sistemare le infrastrutture del meridione. In entrambi casi, i due facevano i conti come se i soldi fossero dello Stato Italiano, quando invece sono solo in minima parte.
In altre parole, non è con ciò che si potrebbe fare con quello 0,25% che si dovrebbero fare i conti, ma con la volontà o meno di essere generosi con chi sta (molto) peggio di noi.
L’Italia ritiene che il Trentino abbia un’opulenza immeritata. Non lasciamolo pensare perché noi sappiamo che non è così. Al contrario, possiamo andare orgogliosi per aver ricostruito un paese per i terremotati dell’Abruzzo, un complesso scolastico per i terremotati del Centro Italia, interi centri medici, impianti scolastici o importanti orfanotrofi nel Terzo Mondo.
Speriamo di continuare nella nostra generosità, pur assicurando un futuro generoso ai nostri figli con disabilità.
 
GdM

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