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«Holland potrebbe diventare il nuovo Roosvelt Europeo»

Ce lo ha detto in un’intervista esclusiva Thomas Piketty, intervenuto al Festival dell’Economia per parlare di «Eredità o merito?»

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La giornata del due giugno era totalmente dedica a Elsa Fornero alla sua «lezione» [e alla nostra - NdR - vedi], che ha messo un po’ in ombra un altro importante evento al Festival dell’economia che è stato l’incontro con Thomas Piketty, professore di Economia alla Paris School of Economics e colonnista del famoso giornale francese Liberation.
Noi che ci siamo occupati da vicino delle elezioni presidenziali francesi non potevamo perdere l’occasione di intervistarlo.
Piketty è tra coloro che affermarono, all’indomani della vittoria di Francois Hollande alla presidenza francese, che questi potrebbe divenire il nuovo Roosevelt europeo.
 
La sua proposta di tassare particolarmente tutti i redditi superiori al milione di euro ha avuto quantomeno l’obbiettivo di fermare gli insensati stipendi molto elevati.
Dopo un mese dalle presidenziali, Piketty ha voluto ribadire di nuovo il concetto alla fine di un interessante incontro. Quello che lo ha visto protagonista a Palazzo Geremia aveva come argomento «Eredità o merito: cosa conterà di più nel XXI secolo?»
Tale argomento, già trattato in uno dei suo tanti libri, parte dalla lettura dei romanzi francesi del XIX secolo, come quelli scritti da Balzac e Austen.
 
Se spesso questi vengo considerati non realistici, a suo avviso invece questi presentano una realtà tutt’oggi presente. Infatti il canale ereditario è un elemento presente sia nel mondo del XIX ma anche in quello del XX secolo.
Nella sua analisi, non si può fare a meno di notare che i flussi ereditari non sono presenti solo nei dati riportati dai romanzi ma anche dalle statistiche fiscali del XIX secolo.
Stessa cosa si è verificata nel XX secolo sino alla prima guerra mondiale, quando si ebbe un crollo dei flussi ereditari che durò sino agli anni sessanta in tutta l’Europa. Basti guardare il livello annuale dell’entrate ereditarie sulla frazione del reddito nazionale in Francia: se nel 1910 il flusso era pari al 24%, si scese all’8% nei primi anni sessanta.
 
Ciò era dovuto sostanzialmente al fatto che durante la Prima ma soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, molti beni ereditari, sia immobiliari che azionari, erano stati profondamente erosi.
Ad oggi, Piketty ha voluto ricordare che coloro che ereditano grosse fortune hanno la possibilità di arricchirsi ulteriormente visto che non necessitano di risparmiare per comprare ad esempio una prima casa, cosa che invece è riscontrabile per coloro che invece non ereditano nulla.
Quindi nel mondo attuale, difficilmente coloro che non possono contare su una ricchezza ereditaria potranno acquistare una casa in una metropoli, anche per via della crisi, se non disponendo di un reddito particolarmente alto.
Il problema è che, se nel dopoguerra vi è stata l’illusione di un capitale umano basato sul merito e non sull’eredità, a oggi la situazione sembra ritornare a quella dei primi del Novecento e quindi su un capitale basato soprattutto su eredità.
 
Per quanto riguarda la possibilità che l’Europa possa essere sottoposta al potere economico della Cina, Piketty ha ricordato che nonostante ci sia in ogni Paese europeo un debito pesante, vi è però una ricchezza rilevante da parte dei singoli privati.
Vi é comunque il rischio di aggressione da parte dello Stato nei confronti dei singoli privati al fine di ripagare il debito.
Tornado comunque all’argomento principale, in conclusione della conferenza ha affermato che è ormai improbabile che la massa ereditaria possa ritornare ad un livello simile a quella presente negli anni cinquanta.
Dovrebbe avvenire un evento catastrofico quale una guerra. Resta sempre però importante che l’illusione di una meritocrazia sia utile per una società.
 
Riguardo alla possibilità che il Partito socialista possa ottenere una maggioranza assoluta alla Assemblea nazionale il prossimo 17 giugno, ha ricordato che questa può essere ottenuta facilmente visto la vittoria di Francois Hollande alle elezioni presidenziali dello scorso maggio.
In caso contrario ci potrebbero essere ancora delle alleanze con i Verdi o con l’estrema sinistra francese.
Con riguardo alla questione di Melenchon, leader dell’estrema sinistra francese, ha voluto ricordare che indubbiamente la sua presenza può creare dei problemi a Francois Hollande a differenza dell’UMP che difficilmente potrebbe ottenere una vittoria alle prossime elezioni. 
 
Michele Soliani
m.soliani@ladigetto.it

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