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Golf – Francesco Molinari e Tiger Woods al Genesis Invitational

Al Riviera CC sfida per la leadership mondiale tra R. McIlroy, B. Koepka e J. Rahm

Field delle grandi occasioni per il 94° Genesis Invitational, che ha avuto sempre il suo fascino nel calendario del PGA Tour quest’anno accresciuto da un montepremi che ha fatto un balzo di 1.900.000 dollari per salire a 9.300.000 dollari e da motivi sportivi di rilievo.
Tengono banco la lotta a tre per la leadership mondiale tra Rory McIlroy, Brooks Koepka e Jon Rahm, la determinazione di Tiger Woods, ambasciatore del torneo, per conquistare l’83° successo, che sarebbe record assoluto sul circuito, e, in chiave azzurra, l’attesa per la prova di Francesco Molinari, dopo le prime due gare del 2020 poco felici.
 
Sul percorso del Riviera Country Club, a Pacific Palisades in California (13-16 febbraio), dove la gara approderà per la 58ª volta, McIlroy, tornato la scorsa settimana dopo oltre quattro anni in cima al World ranking pur senza aver giocato, dovrà difendersi dall’attacco di Koepka, deciso a risalire sul trono sospinto anche dalla differenza di appena 31 millesimi di punto.
Terzo incomodo Rahm, che deve però vincere, impresa affatto facile in un contesto in cui vi sono dodici tra i primi 15 della classifica mondiale.
 
Woods, attuale numero 8, guarda al ranking in prospettiva Olimpiadi, ma nell’immediato non vede l’ora di arrivare a 83 titoli e distaccare Sam Snead con cui condivide il primato di 82.
Al Riviera CC, il campo dove ancora dilettante ha disputato la prima gara in assoluto tra i pro nel 1992 (Nissan Los Angeles Open) uscendo al taglio, Woods non si è mai imposto nelle altre 12 apparizioni.
Tradizione negativa, ma potrebbe avere dalla sua la legge dei grandi numeri.
 
Francesco Molinari ha iniziato l’anno con due tagli, cose che capitano dopo la pausa invernale e del resto nessuno dei campioni in realtà al momento è al top.
Generalmente in questa fase il punto di riferimento è il Masters di aprile dove si cerca di arrivare al massimo della condizione con una crescita progressiva.
Il torinese, dopo American Express e Farmers Insurance, si è preso giustamente una breve pausa, per riordinare gioco e idee, ed è presumibile il suo cambio di passo.
 
Tanti gli altri possibili protagonisti tra i quali ricordiamo Justin Thomas, Dustin Johnson, Patrick Cantlay, Xander Schauffele e Justin Rose, tutti nella top ten mondiale.
E ancora Tony Finau, Patrick Reed e l’altalenante Adam Scott. Si attendono cenni di ripresa da Jordan Spieth, mentre appare piuttosto arduo il compito di J.B. Holmes, che difende il titolo.
Saranno in gara 120 giocatori (contro i 144 della passata edizione) per un evento che ha ricevuto lo status di «elevato» del circuito come il Memorial Tournament e l’Arnold Palmer Invitational.
 
 Omaggio a Kobe Bryant 
Anche in questa occasione il PGA Tour ricorderà Kobe Bryant. La buca 8 (uno dei due numeri usati in carriera dal grande campione da poco scomparso, insieme al 24) sarà a lui dedicata e avrà i colori giallo e viola dei Lakers.
Il torneo è su GOLFTV.

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