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Anziani nelle Rsa del Trentino: favorire le relazioni

Oggi primo incontro fra il Comitato «Rsa Unite», l'amministrazione provinciale e l'Azienda sanitaria

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Primo incontro, stamattina, fra l'amministrazione provinciale e i rappresentanti del comitato familiari «Rsa Unite» Trentino, che si è da poco costituito.
La riunione è servita per discutere e confrontarsi su alcuni temi e problematiche riguardanti gli ospiti delle Rsa e i loro familiari, e per individuare una modalità che consenta di favorire l'aspetto relazionale fra gli anziani, duramente provati da questa pandemia, e i parenti.
Fra i presenti, accanto all'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, vi erano per Apss il direttore del Dipartimento di prevenzione Antonio Ferro e quello per l'integrazione socio-sanitaria Enrico Nava, nonché alcuni referenti del Dipartimento provinciale sanità.
 
I rappresentanti dei nuclei familiari provenienti da zone diverse del territorio provinciale, hanno ribadito la loro totale disponibilità a collaborare con l’amministrazione provinciale e sanitaria per cercare di individuare modalità meno stringenti rispetto al rapporto con i loro anziani familiari residenti presso le diverse strutture, duramente provati dalla situazione post pandemica.
Hanno inoltre manifestato le loro preoccupazioni circa gli aspetti psicologici conseguenti a modalità di rapporto e di incontro che creano disagio e influenzano lo stato emotivo e anche fisico degli anziani.
 
L’assessore provinciale alla salute ha evidenziato come questo incontro rappresenti un'occasione per condividere possibili soluzioni per migliorare l’aspetto relazionale, fermo restando il principio della tutela della salute verso i pazienti e gli operatori sanitari.
Ha poi ripercorso le tappe principali che hanno portato alla stesura delle linee guida realizzate tenendo conto delle disposizioni ministeriali e aggiornato i presenti sui dati oggettivamente positivi che l’applicazione di tali provvedimenti ha portato nelle singole Rsa.
In tal senso ha ricordato che in Trentino vi è un numero di posti letto sensibilmente superiore alla media nazionale, anche per questo i numeri dei contagiati presso le singole Rsa è stato elevato.
Va comunque ricordato che su un totale di circa 5.600 posti letto, gli ospiti rimasti immuni al virus sono oltre 4000 e ciò è stato possibile grazie anche alla reazione immediata di contenimento messa in atto.
 
Il dottor Ferro ha quindi chiarito che le ferree linee guida introdotte hanno permesso alle strutture di tornare «covid free» ed ora, con la curva dei contagi in aumento e in vista dell’autunno, non è opportuno modificarle.
Ha comunque sottolineato come i casi particolari, vadano valutati dal direttore sanitario sulla base di specifiche valutazioni cliniche sanitarie.
Il direttore del Dipartimento di prevenzione ha poi ricordato che, quando possibile, vanno facilitati gli incontri all’aperto, nei giardini delle singole strutture, con tutti i dispositivi di protezione previsti.

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