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A Rovereto rivive l'epopea del tennis di Mario Comperini

Negli spazi della Biblioteca civica «G. Tartarotti» è visitabile fino al 27 settembre la mostra allestita nel centenario della nascita

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La mostra è stata allestita in occasione del centenario della nascita di Mario Comperini che è stato tra gli anni ’30 e ’40 uno dei migliori tennisti d’Italia.
L'esposizione è organizzata dal Tennis Club C10 in collaborazione con la Biblioteca civica.
Hanno patrocinato l'iniziativa il Comune di Rovereto,la Comunità della Vallagarina, PTR e Tennis Vintage.
Mario Comperini è stato tra gli anni ’30 e ’40 uno dei migliori tennisti d’Italia, raggiungendo i vertici della classifica di 2ª categoria e ottenendo numerosi successi in tornei prestigiosi.
Il suo primo maestro è Giulio Supith, un oriundo malese che aveva imparato a giocare a tennis nel proprio paese dagli inglesi.
Supith a Rovereto svolgeva le funzioni di segretario presso il conte Giovanni Mamoli che lo aveva conosciuto in occasione di un suo viaggio di affari nel Sud-est asiatico.
 
A lui si deve la nascita di una scuola tennis capace di sfornare negli anni ’30 molti affermati giocatori come i fratelli Ferrario, Godio vincitore nel doppio ai campionati nazionali juniores, Vido prima categoria e giocatore di Coppa Davis, oltre allo stesso Comperini.
In quelli anni il tennis era considerato uno sport di lusso e chi non era ricco per entrare in campo doveva fare il raccattapalle.
Vedendo giocare gli altri, i ragazzi avevano così modo di imparare sempre qualcosa da aggiungere al loro gioco. Anche Mario Comperini, come pure alcuni grandi campioni, iniziò in questo modo.
In breve tempo l’allievo di Supith si distingue per il suo rovescio «bruciante» e per l’eccellente preparazione fisica.
Tra i risultati agonistici di rilievo c’è la vittoria ottenuta a Sanremo su De Stefani, la finale ai campionati italiani di 2ª categoria, e le affermazioni nei tornei di Merano e Trento dove si impose rispettivamente su Gaslini e Beppe Merlo; in quelle occasioni oltre al singolo, vinse anche il doppio maschile e il doppio misto.
 
Nel 1942 vinse, insieme a Rolando Del Bello, Monti e Belardinelli, la Coppa Croce. In coppia con Mario Belardinelli si impose in numerosi tornei di doppio (Salsomaggiore, Rovereto, Firenze) tanto da risultare tra i più forti doppisti in campo nazionale.
Per le sue doti tecniche si distingue negli allenamenti collegiali condotti da Weisz, uno dei maggiori tecnici dell’epoca.
È stato in assoluto il più forte giocatore roveretano e il primo a conseguire il titolo di maestro di tennis a Modena nel 1939.
Come per altri campioni della sua generazione, gli eventi bellici gli impedirono ulteriori e più qualificati traguardi.
Dedicatosi all’insegnamento, è stato per anni caro amico e sostenitore, nonché direttore sportivo del club tennistico roveretano.

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