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L’identità del Trentino nelle bandiere ai confini provinciali

Il presidente Fugatti e una vasta rappresentanza politica hanno salutato l’installazione dei vessilli di Trentino, Italia, Euregio ed Europa

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Trentino, Euregio, Italia ed Europa: sono questi i quattro vessilli che da oggi svettano sulle principali strade di accesso alla nostra provincia.
Le bandiere testimoniano l’identità e la specificità del territorio e della cultura delle genti trentine.
Il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, assieme ai sindaci dei Comuni trentini e veneti di Ala, Avio, Brentino Belluno e Dolcè, hanno voluto testimoniare oggi con la loro presenza il significato dell’installazione, allestita lungo la provinciale Destra Adige, nel Comune di Avio, in prossimità del confine tra Trentino e Veneto.
«Da sempre – ha ribadito il presidente – lavoriamo per aprire il Trentino all’esterno. I nostri confini non rappresentano una barriera, bensì ricordano la linea che collega la nostra storia all’identità di un Trentino aperto e che dall’Italia, attraverso l’Euregio, guarda all’Europa.»
 
La decisione di posizionare le bandiere di Trentino, Euregio, Italia ed Europa, sulle principali strade di accesso alla Provincia, era stata annunciata dallo stesso presidente Maurizio Fugatti lo scorso 5 settembre, in occasione della Giornata dell’Autonomia.
«Qui come sulle principali strade d’accesso alla nostra Provincia – ha spiegato il presidente Fugatti – abbiamo deciso di installare queste quattro bandiere: del Trentino, dell'Euregio, dell'Italia e dell'Europa.
«Queste bandiere rappresentano appartenenze e dimensioni comunitarie che costituiscono i tratti fondamentali del nostro patrimonio comune, alla nostra identità.»
 
Oggi, lo stesso presidente ha voluto testimoniare di persona l’importanza dell’iniziativa, visitando la nuova installazione che segna il confine tra Trentino e Veneto, poco fuori l’abitato di Avio.
Al confine tra Trentino e Veneto erano presenti la deputata Vanessa Cattoi; i presidenti del consiglio provinciale Walter Keswalder e regionale Roberto Paccher; l’assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli; il consigliere provinciale Lorenzo Ossanna; i sindaci di Ala (Claudio Soini), di Avio (Ivano Fracchetti), i colleghi veneti di Dolcè (Massimiliano Adamoli) e Brentino Belluno (Alberto Mazzurana); le delegazioni dei vigli del fuoco e del Servizio gestione strade della Provincia autonoma di Trento.
 
«È questa una cerimonia semplice – ha continuato il presidente Fugatti – arricchita e resa più significativa dalla presenza di voi sindaci e dai rappresentanti delle istituzioni trentine e nazionale, oltre che dei vigili del fuoco e dei servizi della Provincia.
«La vostra partecipazione sta ad indicare che le bandiere poste ai nostri confini, lungi dall'indicare una volontà di chiusura, sono simboli che ben esprimono l'identità politica e territoriale, l'essere zona di confine, il condividere, nello specifico con la bandiera dell'Euregio, la comune appartenenza ad una dimensione regionale transfrontaliera insieme a Bolzano e ad Innsbruck.»
 
Nell'occasione, il presidente Fugatti ha annunciato anche le iniziative del Cinquantenario del secondo statuto d'autonomia (1971-72), che si articoleranno dal prossimo anno fino al 5 settembre 2022.
«Vorrei partire da questo luogo simbolico – ha detto – per ricordare la ricchezza storica, culturale e civile rappresentata dalla nostra condizione di terra di confine.
«È un patrimonio da far fruttare, che ci indica una direzione di marcia. Il prossimo anno celebreremo i Cinquant’anni della nostra seconda autonomia.
«Nel 1971, infatti, si discusse e approvò in Parlamento le modifiche al nostro Statuto. Tra le iniziative che stiamo preparando, e che discuteremo e perfezioneremo istituendo nei prossimi giorni un apposito Comitato istituzionale e scientifico, vi è anche un itinerario di riflessioni e di incontri che ci porterà prima a Vienna, dove parleremo di storia, poi a Roma, dove rifletteremo sulla nostra autonomia e le sue fondamentali relazioni, quindi a Bruxelles, dove il tema sarà il futuro della nostra autonomia nei processi di integrazione europea.
«Credo – ha concluso Fugatti – sia significativo annunciarlo in questo luogo e nel momento in cui rendiamo omaggio alle quattro bandiere.»

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