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Proventi dai concessionari di grandi derivazioni idroelettriche

Canone ambientale: ampliati gli interventi che potranno essere realizzati dagli enti locali del Trentino

Ampliati gli interventi e le misure che i Comuni potranno attuare con le risorse introiettate per effetto del pagamento alla Provincia autonoma di Trento, da parte dei Concessionari di grandi derivazioni idroelettriche, del canone ambientale.
A fronte della riduzione delle risorse derivante dalla crisi economica e finanziaria causata dalla pandemia da Covid-19, la Provincia, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali, ha deciso infatti di consentire l'utilizzo del canone ambientale per una più vasta gamma di interventi che, anche indirettamente, producano un miglioramento ambientale, inteso anche come effetto positivo sul paesaggio.
La delibera è stata approvata stamani dalla Giunta su proposta del vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, Mario Tonina.
 
«La decisione di oggi – spiega Tonina – consente ai Comuni di utilizzare anche le risorse già riscosse in passato introducendo alcune semplificazioni al Protocollo d'intesa siglato a suo tempo dalla Provincia con il Consiglio delle autonomie locali. In un momento come questo si tratta di una boccata di ossigeno importante. Le risorse derivanti dai canoni, corrisposte annualmente dai Concessionari alla Provincia e da questa ridestinate agli enti locali, verranno comunque utilizzate per interventi di miglioramento ambientale, fra cui quelli in favore dell’ecosistema idrico previsti dal Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche e dal Piano della tutela delle acque, per la prevenzione dalle calamità naturali ed a favore degli adattamenti ai cambiamenti climatici, per l’approvvigionamento energetico, per la tutela del paesaggio e così via.»
 
I canoni versati dai Concessionari di grandi derivazioni idroelettriche costituiscono un obbligo assunto in occasione delle proroghe alle concessioni. Gli introiti per il 2021 ammontano complessivamente ad euro 41.902.550, dei quali 3.101.223 per canoni ambientali e euro 38.801.327 per canoni aggiuntivi.
I canoni dovranno essere corrisposti annualmente alla Provincia sino alla riassegnazione delle concessioni oggi fissata - dall’articolo 13 dello Statuto di Autonomia - al 31 dicembre 2023. Nel gennaio 2011, lo ricordiamo, la Provincia e il Consiglio delle autonomie locali, con la sottoscrizione di un apposito Protocollo, avevano raggiunto un’intesa per la destinazione di queste risorse agli enti locali.
Nel Protocollo si era stabilito di rendere disponibile a Comuni e Comunità di valle il 100% dell’ammontare delle risorse, secondo il principio di territorialità.
 
Con riferimento al canone ambientale, si era disposta la sua assegnazione alle Comunità di Valle, allo scopo di attuare, in accordo con i Comuni direttamente interessati, misure e interventi di miglioramento ambientale.
Con la delibera di oggi la Giunta provinciale ha approvato la modifica del Protocollo in questione, d’intesa con il Consiglio delle autonomie locali, per consentire alle Comunità, a fronte della riduzione delle risorse derivante dalla crisi economica e finanziaria dovuta all'emergenza epidemiologica da Covid-19, di disporre del canone ambientale per finanziare misure ed interventi che, anche indirettamente, producano un miglioramento ambientale.
In linea con quanto previsto dall’articolo 24 della legge 15 del 2020 il nuovo Protocollo amplia quindi gli interventi e le misure che gli enti locali potranno attuare con le risorse introiettate, anche in attuazione di piani a valenza ambientale quali ad esempio il Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche e il Piano di tutela delle acque.
 
Tra queste, a titolo esemplificativo, si annoverano misure a favore dell’ecosistema idrico di riferimento, per il miglioramento della sostenibilità ambientale e a favore della natura, del paesaggio e dell’ecosistema in generale, misure di prevenzione e di protezione dalle calamità naturali ed a favore degli adattamenti ai cambiamenti climatici; potranno anche essere attuate ad esempio misure di messa in sicurezza delle infrastrutture rurali, di efficientamento del servizio idrico integrato nonché per il miglioramento dell’approvvigionamento delle fonti energetiche.
Le modifiche introdotte con il nuovo Protocollo di intesa si applicano anche con riferimento agli importi dei canoni ambientali già introiettati ed assegnati agli enti locali, in modo da poter «liberare» immediatamente risorse da impiegare per la realizzazione di importanti investimenti.

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