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Il J’accuse! del PATT alle pantomime sulla concessione A22

Gli autonomisti trentini preoccupati da ciò che sta accadendo in Parlamento lanciano un grido: «Il tempo è finito? Prepariamoci alla gara ma guardando a nord!»

La questione del rinnovo della concessione autostradale è sicuramente delicata.
Tuttavia alcuni elementi sembrano, purtroppo, ineludibili anche per gli osservatori esterni: la proroga della concessione pare molto complessa, così come creare una società in house data la necessità di liquidare i soci privati.
Ma soprattutto appare evidente che la gara si sta avvicinando a grandi passi e c'è chi, come i Parlamentari veneti, non sta a guardare.
 
«Di fronte a questo scenario bisogna prendere coscienza che il tempo sta finendo. Non è più il momento di ipotesi di scuola, filosofie o soluzioni difficilmente realizzabili. Adesso è il momento per la politica di appropriarsi della questione facendo prevalere gli interessi della comunità su quelli della società!» – Afferma il Segretario del PATT Simone Marchiori.
«Ma è il tempo, soprattutto, di procedere uniti e coesi fra Trento e Bolzano. Adesso bisogna dimostrare che l'obiettivo e la strada per realizzarlo sono unici e condivisi.
«Anche perché c'è chi, legittimamente, ne sta approfittando e si sta muovendo, come Zaia e i Parlamentari veneti della Lega.»
 
«Il punto focale della questione, su cui sono certo ci sia la convergenza della SVP, ma mi auguro emerga con forza anche quella della maggioranza trentina, è che A22 non può finire in un fantomatico Polo autostradale del Nord-Est
«Il perché è presto detto – continua il Segretario delle Stelle Alpine – c'è una bella differenza fra un territorio su cui corre il corridoio autostradale europeo nord-sud e un territorio industrializzato percorso da autostrade necessarie per le proprie attività produttive: il primo non deve certamente impedire il libero transito di persone e merci, ma deve tutelare il proprio territorio affinché non venga soffocato dai gas di scarico di chi è solo di passaggio.
«Il secondo territorio, invece, deve garantire le proprie industrie.»
 
«Due visioni opposte e inconciliabili nel caso in cui A22 finisca nella rete del Nord-Est. Ecco perché bisogna fare presto!
«Lo spazio è sempre più stretto e non si può unicamente sperare in un atto di clemenza del Governo nazionale che procrastini la decisione di qualche anno. Perché se è vero che la proroga (ma si può prorogare una concessione che non esiste più perché già scaduta?) è sempre meglio di niente, il problema si riproporrà comunque alla successiva scadenza.
«C'è poi un'altra possibile soluzione proposta da Trento e da Bolzano ai Ministri competenti: quella della società pubblica. Ma quando arriverà una risposta se tutto scade il 31 luglio?»
 
E qui arriva la provocazione di Marchiori.
«A questo punto, se la gara appare sempre più vicina e ineludibile, piuttosto che subire gli eventi, non è forse meglio iniziare a muoversi e a costruire una rete in grado di partecipare e vincere la gara per la concessione?
«A patto però che si guardi a nord: Trentino, Sudtirolo e Land Tirol avrebbero le carte in regola e, probabilmente, anche un tessuto imprenditoriale in grado di far fronte comune.
«E ci sarebbe anche l'Euregio a certificare una collaborazione storica e solida in vari campi.»
 
«Sia chiaro, questa è l'ultima via da percorrere una volta fallite quelle già in campo, ma va preparata: in questo modo la parte alpina del corridoio del Brennero sarebbe gestita da territori omogenei e con le stesse necessità (sostenibilità ambientale, necessità di proseguire su investimenti importanti come il tunnel ferroviario del Brennero, realizzazione di infrastrutture a favore del territorio, ecc.), mentre a sud potrebbero tranquillamente proseguire con il progetto del polo autostradale.»

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