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Nella manovra le risorse per i contratti del pubblico impiego

Fugatti: «Arretrati, rispetteremo gli impegni nell’assestamento di bilancio 2022». Diaspro: «Non crediamo alle parole di Fugatti»

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Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha inserito il rinnovo dei contratti del pubblico impiego nei prossimi tre bilanci, 2022,2023 e 2024. In tutto si tratta di 63,3 milioni in più per esercizio, per un totale di circa 190 milioni.
Quanto agli arretrati relativi agli anni 2019, 2020 e 2021, Fugatti ha precisato che saranno disponibili solo con l’aggiustamento di bilancio 2022, praticamente a luglio del prossimo anno.

E poiché i sindacati del pubblico impiego hanno indetto uno sciopero proprio per stamattina nel tentativo di strappare la liquidazione degli arretrati entro questa fina d’anno, il presidente ha dichiarato alla stampa quanto segue:
«Quello che chiediamo alle organizzazioni sindacali è di discutere ora di un accordo finalizzato a poter erogare ai dipendenti pubblici queste risorse già inserite nella manovra per gli anni 2022 e 2023. E poi trattare, in un secondo momento, nella fase di assestamento in cui la Giunta provinciale si impegna a mettere le risorse per l’arretrato.»
 

 
Fugatti ha inoltre ricordato che con un emendamento specifico «mettiamo risorse, circa 10 milioni di euro, per riconoscere il lavoro importante che il personale sanitario trentino ha fatto e sta facendo a causa della pandemia. Risorse che saranno immediatamente disponibili nei prossimi mesi.»
Come abbiamo detto, le risorse stanziate e gli impegni assunti per il rinnovo dei contratti del comparto provinciale sono stati al centro anche del confronto odierno con i sindacati.
Prima dell’inizio dei lavori del Consiglio si è tenuto l’incontro tra una delegazione della Giunta con il vicepresidente Mario Tonina e l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli e i segretari confederali Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil).

Ovviamente, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del presidente Fugatti, ci siamo rivolti al segretario della CGIL per il pubblico impiego, Luigi Diaspro (foto seguente), per ascoltare il suo commento.
Commento decisamente contrario alla posizione della Giunta provinciale, in quanto «non crede alla parola di Fugatti».
«E comunque – ha aggiunto – sono tre anni che si discute per il rinnovo del contratto e, una volta accettati i nuovi termini, gli arretrati deve darli già nel corrente esercizio 2021.»
 

 
Abbiamo chiesto a Diaspro se non trovasse fuori posto indire uno sciopero a metà dicembre, nel pieno della quarta emergenza pandemica, chiedendo agli associati di rinunciare a una giornata di lavoro.
Pur riconoscendo la delicatezza del periodo, Diaspro ha giustificato lo sciopero in quanto «la Provincia è ancora in tempo di liquidare gli arretrati entro il mese di dicembre».
Gli abbiamo contestato che i quattrini di sostegno da parte dello Stato, con deroga sul Patto di Milano, sono giunti da poco e non sono sufficienti per includere gli arretrati [200.000 i milioni giunti da Roma, 60 quelli necessari per gli arretrati - NdR] e ci ha risposto che «Fugatti può sempre attingere dalle riserve strategiche».
 
Pur senza metterci dalla parte di Fugatti, confermiamo la nostra perplessità nei confronti di uno sciopero proclamato a metà dicembre di questo difficile anno 2021 (discorso che vale anche per i prossimi scioperi nazionali, se ci saranno), aggiungendo che non si possono toccare le riserve provinciali destinate alle emergenze solo per far fronte alla spesa corrente.
Inoltre, dato che i lavoratori dipendenti da privati si sono trovati in difficoltà ben superiori - con gente che non ha avuto neppure la cassa integrazione - non ci pare il momento giusto di volere tutto subito.
Infine, troviamo ingeneroso dichiarare che «la parola di Fugatti non vale niente», perché qui non si tratta di promesse ma di impegni inseriti nella legge di finanziaria di bilancio.

GdM

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