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Ristoratori in difficoltà: pioggia di disdette per Capodanno

Previsti 4 milioni di clienti nei 70mila esercizi aperti, ora le disdette sono già al 25-30%

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Tornano i clienti nei 70mila ristoranti italiani che resteranno aperti per permettere di festeggiare il nuovo anno, ma le aspettative per una serata attesa a lungo e nel segno della ripresa rischiano di rimanere deluse.
La colpa è di «Omicron», la variante del coronavirus che già tanti danni sta causando al turismo, responsabile di quel 25-30% di disdette che gli imprenditori hanno già dovuto registrare.
 
La stima è di Fipe-Confcommercio che, pur avendo giù previsto un calo rispetto al 2019, sottolinea che siamo di fronte a un quadro inaspettato fino solo a pochi giorni fa.
«Ci sono locali che in tre giorni hanno visto disdire la maggior parte delle prenotazioni senza riuscire a rimpiazzarle.
«Questo significa che il mese di dicembre, il più importante dell’anno e che da solo vale il 10% del fatturato dei ristoranti, è in buona parte compromesso e si aggiunge ad un periodo prolungato di crisi che stava finalmente vedendo una via di uscita.
«Ecco perché non esitiamo a chiedere al governo di dispensare misure urgenti come ad esempio le proroghe delle moratorie bancarie e della cassa Integrazione.
«Interventi che dovranno sostenere quei comparti che stanno soffrendo di più.
«Come la ristorazione nei luoghi turistici, quella legata agli eventi o alle feste private o le discoteche e i locali da ballo, letteralmente mortificati dall’ultimo provvedimento che li ha chiusi senza alcun preavviso fino al 31 gennaio.»
 
Eppure, i dati raccolti dall’Ufficio Studi della Federazione subito prima di Natale erano incoraggianti e parlavano di quattro milioni di italiani pronti a festeggiare l’ultimo dell’anno nei ristoranti aperti.
I ristoratori avevano previsto una riduzione dei prezzi rispetto a due anni fa per favorire il trend di ripresa: 78 euro in media per il cenone rispetto agli 80 del 2019, mentre per cena e brindisi di mezzanotte con sottofondo musicale il calo era più evidente, 90 euro contro 105.
In virtù di questi numeri la spesa totale prevista si sarebbe attestata intorno ai 325 milioni di euro, a fronte dei 445 milioni spesi due anni fa.

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