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Storo e Basso Chiese, un distretto «con un’economia forte»

Gli assessori provinciali Failoni e Spinelli incontrano 70 imprese artigiane e industriali

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«Il distretto del Basso Chiese ha una grande forza a livello artigianale e industriale. Qui ci sono aziende più o meno grandi, che hanno grandi potenzialità di sviluppo ma che stanno affrontando anche problemi significativi, dalla carenza di manodopera all’aumento dei costi di energia e materie prime passando per la necessità di una viabilità all’altezza. Su questo l’Amministrazione provinciale sta lavorando, con l’obiettivo di dare risposte efficaci alla comunità e ad un tessuto economico così importante per il Trentino».
Un messaggio di vicinanza e assieme di incoraggiamento quello lanciato dagli assessori Roberto Failoni e Achille Spinelli, in rappresentanza delle deleghe provinciali su artigianato e industria, nell’incontro con le aziende dei due settori dell’ambito di Storo e delle Basse Giudicarie. Presenti, oltre al sindaco di Storo Nicola Zontini, i rappresentanti di circa 70 attività economiche e delle associazioni di categoria.

 

Una lunga serata, ospitata dalla sala oratorio del centro giudicariese, nella quale sono stati affrontati tutti i temi sensibili per il tessuto imprenditoriale e occupazionale del Basso Chiese, a partire dai rincari per energia e materie prime fino alla questione viabilità che comprende le soluzioni per il Ponte sul Caffaro e i collegamenti con la Lombardia.
Un momento anticipato, nel pomeriggio, dalla visita dei due assessori in quasi una decina di aziende sul territorio, per vedere da vicino le realtà produttive e ascoltare in prima persona gli elementi positivi e le criticità.
«Dalle visite che abbiamo fatto negli stabilimenti produttivi - ha esordito Failoni dal palco della sala, affiancato da Spinelli e dal sindaco di Storo Zontini - è emerso che per fortuna il lavoro e le commesse per le imprese sta andando bene. Ci sono, è vero, elementi di criticità. Noi siamo qui per ascoltare e provare, nel limite del possibile, a risolverli, dando conto di quanto l’Amministrazione provinciale sta facendo e farà per fornire soluzioni concrete».


 
La vicinanza dell’Amministrazione e la disponibilità ad ascoltare le esigenze di chi ogni giorno è al lavoro per creare ricchezza, in questo caso nel distretto del Basso Chiese, sono state ribadite dall’assessore Spinelli: «La Provincia - ha precisato l’assessore con delega a sviluppo economico, ricerca e lavoro - tiene molto ad un’area del Trentino che è ricca di insediamenti, innovazione e capacità di fare squadra. Ci sono molte aziende che lavorano soprattutto nella meccanica, anche di alta precisione, hanno voglia di innovare e rinnovare i propri processi: una tendenza che piace alla Giunta provinciale e che consente di portare valore aggiunto nelle proprie produzioni, in un territorio che costa di più dal punto di vista dei trasporti. Cerchiamo dunque di supportare questa forma di crescita attraverso la contribuzione pubblica anche su ricerca e innovazione».
 

 
  Le risposte in tema di viabilità 
Scendendo nel dettaglio delle risposte fornite, i due assessori si sono in sostanza «divisi» i compiti. Mentre Failoni ha approfondito il tema infrastrutturale e della viabilità, Spinelli si è concentrato su tutti gli aspetti economici e sull’argomento molto sentito dei costi per energia e materie prime.
La prima questione è certamente il ponte sul Caffaro. L’infrastruttura storica di competenza della Provincia di Brescia, posta sul confine fra Trentino e Lombardia, necessita di lavori di ristrutturazione e al momento è aperta al traffico con la limitazione di transitabilità di 40 tonnellate. «La soluzione definitiva per questa infrastruttura - ha precisato Failoni - richiederà un po’ di tempo. Ci sarà la realizzazione del ponte provvisorio che sarà a carico della Provincia autonoma di Trento, con un impegno fino a un massimo di 904.000 euro, che corrispondono al costo totale dell’opera, e un iter promosso dalla Provincia di Brescia. Sarà a doppio senso di marcia e senza la limitazione delle 40 tonnellate, che sappiamo quanto rappresenti un problema per le imprese. Una volta collocato partirà la riqualificazione dell’infrastruttura storica. È ferma volontà della nostra Amministrazione stare sul pezzo e, se serve, fornire un aiuto alla Provincia di Brescia per fare le cose nel più breve tempo possibile, a partire dal ponte provvisorio».
 
Toccate dagli esponenti della Giunta anche diverse altre opere. Fra queste, la realizzazione della nuova variante al di là del confine tra le province, nel tratto Vestone-Idro sud, con un costo iniziale di 55 milioni di euro coperto al 50% dalla Provincia autonoma di Trento, e i cui lavori sono stati aggiudicati ad un’impresa trentina. Sono in corso approfondimenti per la copertura del costo aggiuntivo di 4,5 milioni dovuto a prescrizioni ambientali e relative alla gestione delle rocce da scavo. A margine dell’incontro di ieri Failoni ha incontrato in videoconferenza il ministro Gelmini e i rappresentanti delle altre Regioni per «definire le possibilità di finanziamento aggiuntivo tramite i fondi ODI e far partire in tempo brevissimi l’opera».
Citata inoltre per l’ambito di Storo la variante, nella fase dello studio di prefattibilità, per il lotto zona industriale-val di Ledro per il costo di 5 milioni di euro, a cui segue l’approfondimento sul lotto Ca’ rossa-zona industriale per un volume di costo superiore.
Menzionati gli interventi di miglioramento in programma sull’intera viabilità dalle Giudicarie a Trento (ad iniziare dallo «spigolo» di Breguzzo, la correzione delle curve del lago di Roncone, la sistemazione in galleria del tratto di Ponte Pià).
 
  Le risposte: i costi energetici 
Così invece Spinelli sul tema energia: «Si tratta di una criticità di valenza internazionale ed europea che avvertono in modo deciso anche gli imprenditori del nostro territorio. Sarà certamente affrontata dalla Giunta provinciale nelle prossime settimane, cercando di venire incontro con misure ad hoc. Su questa tematica abbiamo anche stimolato il nostro gestore energetico. Troveremo una forma di sostegno che non sarà totale ma che potrà compensare parzialmente aggravio di questo periodo».
 
  Il sindaco di Storo 
«La comunità di Storo e tutte le aziende presenti sul territorio - è la voce infine del sindaco Zontini, che ha sottolineato l’importanza della visita - chiedono risposte efficaci all’Amministrazione provinciale. Occorre stare vicino a queste attività, che danno lavoro ad un migliaio di occupati e che devono poter operare senza sovracosti eccessivi. Bisogna fare il possibile per scongiurare il rischio delocalizzazione, portando a compimento anche tutti quegli interventi, a partire dalla viabilità e dal collegamento con Brescia, di cui si parla da tempo».

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