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Tonina: La legge provinciale ha retto alla prova della Consulta

La Corte costituzionale riconosce la competenza legislativa provinciale in materia di grandi derivazioni a scopo idroelettrico

La legge provinciale che disciplina da parte della Provincia autonoma l'assegnazione delle grandi concessioni idroelettriche ha «retto alla prova della Consulta». Lo sottolinea il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina, commentando la sentenza depositata ieri (la numero 117 del 2022) con cui la Corte costituzionale ha deciso le questioni di legittimità costituzionale che il Governo aveva posto, a fine 2020, con riferimento alla legge provinciale 21 ottobre 2020, numero 9 in materia di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, riconoscendo quindi che la Provincia può legiferare in materia nell’esercizio della potestà legislativa primaria.
«La sentenza della Corte costituzionale riconosce che la Provincia autonoma ha competenza primaria per quanto riguarda le grandi concessioni idroelettriche - chiarisce ancora il vicepresidente Tonina - e che l'Amministrazione provinciale può disciplinare le gare, ovviamente nei limiti derivanti da norme superiori come quella di derivazione europea sulla concorrenza. La decisione della Consulta rafforza l'Autonomia provinciale».
 
Nel dettaglio, nella sentenza, al netto della bocciatura di un aspetto puramente procedurale nella selezione delle offerte, che non intacca la sostanza della legge provinciale, la Corte costituzionale riconosce che le competenze statutarie attuali, come definite dall'articolo 13 dello Statuto speciale modificato nel 2017, attribuiscono alla Provincia autonoma in materia di grandi derivazioni una competenza di tipo primario. La Consulta ha poi riconosciuto la legittimità della richiesta all’operatore di approntare una sede «operativa» in prossimità con l’impianto da gestire, o anche in coincidenza con esso, affermando che questa è una misura necessaria per la tutela di evidenti esigenze di sicurezza pubblica ed idonea a raggiungere il fine perseguito, anche per il tramite di un collegamento con il territorio.
È stata inoltre riconosciuta costituzionalmente legittima la norma provinciale che prevede che i partecipanti alle procedure di riassegnazione delle concessioni abbiano anche eventuali requisiti tecnici opzionali.
 
Si tratta in particolare di requisiti che potrebbero essere richiesti dalla Provincia allo scopo di garantire che il futuro gestore disponga del know how tecnico necessario per gestire impianti complessi e con caratteristiche peculiari come ad esempio la presenza di grandi invasi, di impianti di pompaggio, o ancora per gestire eventi di piena.
Nel corso delle interlocuzioni con il Governo, condotte dall'Assessore Tonina coadiuvato dalle strutture provinciali, si è tenuta ferma l'esigenza di salvaguardia del territorio che solo un gestore altamente competente può assicurare. la Corte ha dato pienamente ragione a questa impostazione e ciò rappresenta un riconoscimento di grande responsabilità istituzionale ed un motivo di soddisfazione per la nostra Provincia.
Nel merito viene quindi pienamente riconosciuta la legittimità della disciplina legislativa provinciale e la correttezza delle scelte strategiche assunte dalla Giunta provinciale, nell’impostazione del disegno normativo che, tra i diversi aspetti ivi disciplinati, è volto a valorizzare il territorio ed a tutelare l’ambiente e la risorsa idrica.

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