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«Dall’emigrazione un insegnamento al rispetto della persona»

Lo ha detto il presidente Rossi a Cembra nel suo intervento a conclusione della Festa provinciale dell’Emigrazione

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L’alta valle di Cembra ha ospitato oggi la giornata conclusiva della Festa provinciale dell’emigrazione, organizzata dall'Ufficio emigrazione della Provincia con l’associazione Trentini nel mondo e l'Unione delle famiglie trentine all’estero.
Nel suo saluto ai partecipanti della Festa, il presidente dalla provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha ricordato le parole spese nella mattina da don Guido nel corso della Santa Messa, celebrata nella chiesa di Faver.
«Qualsiasi festa è festa un esercizio di memoria perché ci richiama il senso profondo della propria terra. L’emigrazione non è solo un fenomeno del passato ma anche presente.
«Per questo motivo la Provincia sostiene l’impegno delle due nostre associazioni per rafforzare il senso della identità ai trentini di seconda e terza generazione che chiedono di riscoprire le proprie radici.
«Insieme stiamo costruendo una rete di trentini per il mondo che ci aiuta a portare i nostri valori in tutti i continenti.»
 

 
Con i suoi quattro paesi, Faver, Grauno, Grumes e Valda, il Comune di Altavalle ha organizzato da giovedì 5 luglio ad oggi la Festa provinciale dell’emigrazione.
Ricco il programma di eventi, che in questi quattro giorni ha compreso tavole rotonde, spettacoli teatrali, mostre sui vini trentini nel mondo, concerti e laboratori.
La festa ha vissuto oggi la giornata finale con la messa celebrata a Faver e la sfilata per le vide del paese di Grumes.
Alla cerimonia conclusiva hanno partecipato, oltre al presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, anche il sindaco di Altavalle Matteo Paolazzi, il presidente della Trentini nel Mondo Alberto Tafner e il presidente dell'Unione famiglie trentine all’estero Mauro Verones.
 

 
Il presidente Rossi ha rivolto un appello affinché fenomeni complessi quali la migrazione vengano affrontati e valutati con la necessaria apertura.
«Assieme è possibile. Solo se ci impegniamo tutti, solo se ascoltiamo tutti e assieme lavoriamo, sarà possibile avere a cuore la nostra terra e i nostri valori.
«Vivere in un luogo significa coniugare i diritti e i doveri dei cittadini di tutta la comunità, migranti compresi.
«Non possiamo illuderci di risolvere fenomeni, che arrivano da lontano, alzando muri o barriere.
«La storia dell’Europa, anche quella attuale, ci insegna che solo con l’unità e un percorso comune troveremo la migliore via al nostro futuro.»
 

 
Un richiamo agli aspetti umani del fenomeno della migrazione è arrivato da Aperto Tafner, presidente di Trentini nel mondo.
«Gli emigranti non hanno conoscenza delle diversità, noi trentenni siamo a favore di chi è uscito dal Trentino senza distinzioni: dietro ad oggi migrante c’è una persona, non sono dei numeri o dei bambolotti in balia anche delle onde del mare. Questa Festa trasmette a tutti un senso di solidarietà universale.»
Un pensiero fatto proprio anche da Mauro Verones, presidente della seconda associazione, l'Unione delle famiglie trentine all'estero.

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