Home | Interno | Violenza sul luogo di lavoro: è rischio per gli assistenti sociali

Violenza sul luogo di lavoro: è rischio per gli assistenti sociali

Solo un assistente sociale su dieci non ha mai ricevuto minacce nella propria carriera lavorativa e l’88,2% è stato oggetto di violenza verbale

È solo l’ultimo degli episodi documentati delle cronache. Ma al di là dei dettagli di un caso singolo, il fenomeno nel suo insieme merita attenzione per il valore simbolico che rappresenta.
A Pergine Valsugana, giovedì scorso, un uomo ha devastato l’ufficio di un’assistente sociale.
Dopo un breve colloquio, il protagonista della vicenda ha iniziato a gettare dalla finestra del terzo piano documenti, sedie, monitor e tutto ciò che si è trovato a portata di mano.
Di fronte alla gravità di queste vicende, come Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali Regione Trentino Alto Adige-Südtirol riteniamo utile rendere noto il contesto in cui i professionisti si trovano a operare.
Gli assistenti sociali sono spesso coinvolti in questioni che hanno a che fare con conflitti e violenza: abusi sui minori, violenza domestica, reati.
 
Solo per citare alcune delle circostanze che gli assistenti sociali affrontano regolarmente.
Una ripercussione di gran lunga meno immediatamente associata al lavoro degli assistenti sociali è però quella della violenza sul posto di lavoro, specie i casi di aggressione da parte delle persone con le quali si entra in contatto.
L’episodio di Pergine Valsugana si inserisce quindi in uno scenario preoccupante descritto da una ricerca promossa dal Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali, la Fondazione Nazionale degli Assistenti Sociali e numerosi Ordini Regionali che l’anno scorso ha coinvolto quasi la metà dei 42.000 assistenti sociali italiani.
Solo un assistente sociale su dieci non ha mai ricevuto minacce nella propria carriera lavorativa e l’88,2% è stato oggetto di violenza verbale, mentre il 61% ha assistito a episodi di violenza verbale contro i colleghi. E ancora: l’11,2% ha subito danni a beni o proprietà riconducibili all’esercizio della professione e il 35,8% ha temuto per la propria incolumità o quella di un familiare a causa del proprio lavoro.
 
Accanto ai bisogni tradizionali degli anziani, dei disabili e delle famiglie problematiche, gli assistenti sociali si trovano, oggi, a dover affrontare problemi estremamente complessi, di portata enorme e destinati ad allargarsi.
Con simili premesse, il Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali Regione Trentino Alto Adige-Südtirol sottolinea come in un contesto come quello attuale la qualità dei servizi è garantita in primis dalla professionalità, dal senso etico e dal lavoro degli assistenti sociali.
Ma c’è un limite oltre il quale non si lavora più bene perché quando si tratta di assistenza e cura non sono solo gli assistenti sociali a essere chiamati in causa, ma è l'intero sistema politico e amministrativo che può e deve concorrere alla costruzione di un sistema fondato sulla solidarietà e che segua i principi della giustizia sociale.
Un sistema in cui le responsabilità siano condivise.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone