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Mobilità in Fassa: presentato lo studio sperimentale provinciale

Un innovativo sistema di «Bus Rapid Transit» è stato illustrato il 6 settembre nella sede del Comun General da assessore provinciale alla mobilità e tecnici incaricati

È stato illustrato il 6 settembre al Comun general de Fascia, alla presenza di rappresentanti delle varie categorie imprenditoriali del territorio, lo studio della Provincia di Trento su una nuova forma di mobilità per la Val di Fassa.
«Si tratta di una questione prioritaria per il nostro territorio – ha detto la procuradora, in apertura di incontro – di cui ci stiamo facendo carico, valutando, tra il resto, diverse ipotesi nell’intento di individuare la soluzione più efficace e soprattutto compatibile con ambiente e sistema turistico.
«Ringrazio i tecnici e l’assessore provinciale competente per l’interessante contributo che forniscono con questo studio, così come sono grata del potenziamento del servizio pubblico di bus delle ultime estati.»
 
Dell’offerta di una visione per il prossimo futuro con risvolti reali, ha parlato quindi l’assessore provinciale alle infrastrutture.
«È complesso affrontare questi temi – ha affermato l’assessore – perché significa considerare cultura, comportamenti, infrastrutture e servizi abbracciando nuovi modelli, diffusi in molte città, dove le persone si spostano con metropolitane, bus, treni e bici e dove spesso i giovani non prendono la patente.
«Questi sono i viaggiatori che raggiungono le nostre località. Lo studio messo a punto s’incentra su un sistema di trasporto pubblico che disincentiva l’uso delle auto, in un’area ad alta concentrazione turistica come Fassa, che diviene quindi luogo di sperimentazione.
«È un servizio efficiente e comodo su cui siamo disposti a investire, ma va impostato pensando alla sua evoluzione futura e al possibile affiancamento ad altre soluzioni come circonvallazioni, tramvie o ferrovia.»
 
Parola quindi ai tecnici, in particolare all’ingegner Stefano Ciurnelli, esperto di pianificazione dei trasporti, che ha sottolineato come l’ipotesi, ancora alla fase di studio, sia partita dai buoni risultati del potenziamento estivo della linea B101, esplorando la compatibilità di una linea di Bus Rapid Transit (BRT), con le caratteristiche della valle e le aspettative della domanda, considerando i territori di Fassa, Fiemme e Cembra.
In particolare, sono stati analizzati i dati del traffico rilevato (tutto l’anno) e l’uso dei mezzi pubblici, che è elevato d’estate e con ampi margini di miglioramento negli altri periodi.
«Le condizioni più critiche, accentuate dall’inadeguatezza degli assi stradali in rapporto ai flussi - ha spiegato Ciurnelli - si presentano nel bimestre luglio-agosto sulla tratta Predazzo-Canazei, dove transitano 800 passeggeri al giorno su trasporto pubblico e 13.400 auto private (circa 33.500 passeggeri) con una punta di 945 auto/h di primo mattino.
«Il sistema proposto può soddisfare il 40% della domanda che viaggia in auto nei momenti di maggiore concentrazione. La flessibilità per far fronte alle fluttuazioni valligiane di traffico (anche del 300%) si ottiene agendo su frequenza del servizio e capacità dei mezzi».
 
«La soluzione BRT – ritenuta da Ciurnelli migliore rispetto alla costosa ferrovia da 1,5 miliardi di euro – oltre ad essere di veloce realizzazione (3 anni) può essere cadenzata con corse ogni 15 minuti e fino a ogni 5 minuti.
«Diversi, poi, i punti di forza del BRT dal punto di vista del materiale rotabile e dell’infrastruttura, per fermate attrezzate, accessibilità, corsie riservate, sistemi di controllo del traffico e informazioni all’utenza, impianti di controllo della circolazione per regolare la priorità semaforica con “bus gate” a intersezioni e fermate.
«Il “bus gate”, nello specifico, è un sistema di priorità adottabile quando: le dimensioni della carreggiata non consentono di ricavare una corsia preferenziale o è necessario agevolare la re-immissione del bus sulla strada. L’unico punto analizzato che necessita di un’apposita tratta per i BRT è Canazei.»
 
Tra i benefici più evidenti del sistema: riduzione dei tempi di percorrenza, aumento delle corse in orario e diminuzione di quelle in ritardo, “plotonizzazione” dei mezzi privati.
Lo studio comprende un’analisi dell’orografia del territorio con diverse sezioni stradali per capire dove è possibile allargare la strada. Aspetto importante è la possibile conversione, nelle aree extraurbane, dei tracciati delle BRT in sedi di metrotramvia di montagna. I costi dell’opera si aggirano attorno ai 49,7 milioni di euro (35,7 milioni per infrastrutturazioni della sede, fermate e opere complementari, 2 milioni di tecnologia, 12 milioni di materiale rotabile).
 
Diversi gli interventi seguiti alla presentazione, tra questi quello del presidente di Transdolomites che ha evidenziato come la proposta provinciale escluda l’opzione ferroviaria puntando sulla tramvia e come non tenga conto del collegamento con la ferrovia del Brennero.
Il conseier de procura alla mobilità del Comun general, esprimendo apprezzamento per lo studio provinciale, ha ricordato che la commissione mobilità del Comun general, in questi anni, ha valutato anche sistemi di impianti a fune, di cui però Ciurnelli ha criticato lentezza e portata oraria.
Sulla questione è intervenuto quindi il presidente del Consorzio impianti a fune Val di Fassa e Carezza, mostrandosi a favore del metodo di studio adottato dalla Provincia, ma rimarcando l’efficienza del trasporto a fune sulle tratte brevi e la portata fino a 3000 persone/ora dei sistemi di agganciamento automatico.
Il rappresentante valligiano dell’Asat ha dichiarato invece perplessità sulla capacità del BRT di decongestionare il traffico dei paesi.
 
E se l conseier de procura ai lavori pubblici ha chiesto approfondimenti riguardo ai costi dell’opera, il direttore dell’Apt di Fassa, pur riconoscendo l’importanza di un sistema di trasporto pubblico efficiente, si è soffermato sulla necessità che la politica provinciale accompagni queste iniziative con leve che disincentivino l’uso delle auto, che va regolamentato.
L’assessore provinciale ha quindi concluso l’incontro mettendo in luce la fattibilità di passare dallo studio al progetto, che comporta immediati effetti sulla riduzione del traffico, in attesa di valutare le soluzioni idonee per il futuro, siano tramvie o circonvallazioni.

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