Home | Interno | Telefonia, due buone notizie per i consumatori

Telefonia, due buone notizie per i consumatori

Al via rimborsi per l’iniqua manovra della fatturazione a 28 giorni e meno spese, con maggiori tutele, in caso di recesso

Gli operatori di telefonia dovranno rimborsare ai clienti quanto illegittimamente addebitato con la fatturazione a 28 giorni.
Il Tar del Lazio conferma la decisione dell’Agcom e affossa il relativo ricorso di Vodafone.
Entro la fine dell’anno, quindi, i clienti dovranno essere automaticamente rimborsati attraverso la restituzione, per ogni fattura emessa a partire dal 23 giugno 2017, di tutti i giorni erosi dopo l’introduzione della fatturazione a 28 giorni.
Come Adoc del Trentino non possiamo che approvare questa positiva decisione evidenziando, però, due permanenti criticità.
 
La prima è che ad oggi rimane privo di tutela chi ha cambiato gestore nel periodo che va dal 23 giugno 2017 al momento in cui l’operatore è tornato alla fatturazione mensile.
La seconda è data dal fatto che gli aumenti imposti ai clienti dopo il ritorno alla fatturazione mensile spesso superano il rincaro (circa l’8,6%) conseguito in occasione della fatturazione a 28 giorni.
Ad ogni modo è bene vigilare sulla correttezza dei rimborsi, in particolare nel caso in cui vengano proposte soluzioni «alternative» alla restituzione in bolletta.
Come sempre, ogni eventuale anomalia riscontrata dai consumatori può essere segnalata all’Adoc.
 
Un'altra ottima notizia riguarda il venir meno delle spese di recesso o cambio operatore (telefonia o tv) superiori al canone mensile mediamente pagato dall’utente.
Le nuove linee guida varate dall’Agcom (delibera 487-18), infatti, garantiscono agli utenti maggiore protezione e meno spese.
Niente spese di recesso, ad esempio, se l’operatore cambia unilateralmente le condizioni contrattuali e, per tutti gli altri casi di recesso, si applicano comunque maggiori tutele relative, tra l’altro, alla generale impossibilità di imputare all’utenza «spese non giustificate da costi degli operatori».

Ne consegue che:
- Le spese di recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall’azienda (arrivando a un prospettabile dimezzamento).
- In caso di recesso anticipato l’eventuale restituzione degli sconti beneficiati deve riguardare un importo commisurato al valore del contratto nonché essere in linea con la durata residua dell’eventuale promozione (niente più restituzioni integrali).
- Eventuali rate residue, sempre in caso di recesso anticipato, potranno continuare, ma anche essere pagate in un’unica soluzione.
La rateizzazione dei servizi, inoltre, non potrà superare i ventiquattro mesi.
- Gli obblighi informativi e di comunicazione in capo agli operatori sono rafforzati.
Saranno quindi rese note tutte le spese che l’utente dovrà sostenere in corrispondenza di ogni mese in cui il recesso potrebbe essere esercitato.

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone