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Trento: Agrifood, quali regole? Convegno a Giusprudenza

Venerdì 9 e sabato 10 novembre il convegno dell’Associazione italiana di Diritto alimentare sull’innovazione fra tecnologia e comparazione

Guerra del vino. Discussione sulle origini di olio e pomodoro. Problema delle quote latte. Distruzione delle arance in eccesso. Tutela dei prodotti tipici. Controllo della filiera. In un mercato che cambia, cambiano anche le regole.
L’esigenza di disciplinare produzione, distribuzione e consumo di alimenti nel mercato globale pone interrogativi sempre nuovi. E vede un continuo confronto (e, a volte, scontro) tra soggetti locali, sovranazionali e internazionali.
Se ne parlerà a Trento che, per la prima volta, ospita il convegno annuale dell’Associazione italiana di Diritto alimentare.
I lavori, sul tema «L’innovazione nel diritto agro-alimentare fra tecnologia e comparazione», si terranno venerdì 9 (dalle 9.40) e sabato 10 novembre (dalle 9) al Palazzo di Giurisprudenza, aula B (Trento – Via Rosmini, 27).
 
Il coordinamento scientifico è di Matteo Ferrari e Umberto Izzo, professori della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento.
Ferrari e Izzo spiegano: «La scelta di organizzare questo evento alla Facoltà di Giurisprudenza di Trento nasce dalla consapevolezza dell’importanza che il comparto agro-alimentare riveste per il Trentino, con particolare riferimento alle filiere del vino, delle mele e dei piccoli frutti e a quello lattiero caseario. L’agricoltura rappresenta un’importante risorsa non solo in senso strettamente produttivo, ma anche in termini di conservazione del territorio e di capacità di attrarre turismo. Si tratta tuttavia di un comparto governato da regole specifiche, spesso complesse, che richiedono studiosi e operatori dotati di conoscenze particolari, ma anche attenti a cogliere le dinamiche sovranazionali e internazionali che sempre più condizionano il diritto agro-alimentare moderno. Un diritto agro-alimentare radicato sul territorio, quindi, ma al contempo proiettato all’esterno.»
In primo piano c’è l’Unione europea, che determina la parte più rilevante delle norme relative all’agroalimentare. E poi c’è una crescente importanza dei trattati internazionali per quanto concerne, ad esempio, gli scambi commerciali transfrontalieri.
 
«La sensibilità che la Facoltà di Giurisprudenza di Trento ha fin dalle sue origini sempre manifestato verso i temi della comparazione e dell’internazionalizzazione del diritto, che da molti anni ha indotto a offrire uno dei primi insegnamenti dedicati in Italia al diritto alimentare comparato, spiegano ulteriormente perché Trento sia stata scelta come sede dell’incontro dell’Associazione» sottolineano Izzo e Ferrari.
Sarà protagonista anche Ilaria Pertot, direttrice del Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente, istituito nel 2015 grazie alla collaborazione tra Università di Trento e Fondazione Edmund Mach e impegnato nello sviluppo interdisciplinare di importanti ricerche sulla produzione di alimenti di qualità, sulla riduzione dell’impatto ambientale e sull’uso sostenibile delle risorse nell’agroalimentare.
Il convegno vedrà la partecipazione di studiosi/e di vari Paesi a confronto su come il diritto agro-alimentare costituisca un incessante laboratorio di innovazione giuridica, al cui interno sono elaborati principi e regole che trovano applicazione anche in altre branche del diritto e in sistemi giuridici diversi da quelli di origine. I lavori si articoleranno in tre sessioni.
La prima incentrata su cosa significhi innovare nel contesto del diritto agro-alimentare, sia con riferimento ai metodi e alle tecniche utilizzate, sia trattando alcuni casi specifici.
 
La seconda sessione prevede interventi da Cina, Canada, Germania e Italia sull’innovazione giuridica nei mercati agroalimentari internazionali, spaziando dalla disciplina antitrust alla protezione delle indicazioni geografiche.
Infine, nella terza sessione verranno indagati i rapporti, molteplici e cruciali, tra innovazione tecnologica e diritto.
L’Associazione italiana di Diritto alimentare, nata nel 2004, raccoglie non solo studiosi, ma anche professionisti e imprese che operano nel comparto agroalimentare e che condividono l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle norme che presiedono alla produzione e commercializzazione di alimenti e bevande.
La partecipazione al convegno è gratuita ed è aperta a tutte le persone interessate ad approfondire la conoscenza del diritto agro-alimentare (da chi opera nel diritto a professionisti/e agroalimentari a imprese, comunità studentesca e cittadinanza).
Per ragioni logistiche è richiesta l’iscrizione online.

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