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Area ex Marmi Piccoli, il Comune di Mori già al lavoro

L’area è dismessa ormai da decenni e faceva pessima mostra di sé a bordo strada proprio all’ingresso dell’abitato

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«L’amministrazione comunale ha raggiunto un grande obiettivo: strategico per tutta la comunità.»
Il sindaco Stefano Barozzi, giovedì riunito coi colleghi della giunta, saluta con grande favore l’acquisizione dell’ex Marmi Piccoli.
L’area è dismessa ormai da decenni e, da altrettanto tempo, si discute di come valorizzare un comparto urbanistico che fa pessima mostra di sé proprio a bordo strada, all’ingresso dell’abitato.
Tutti i ragionamenti fatti finora potevano però essere solo astratti, visto che l’area era di proprietà privata.
Oggi l’acquisizione: con la firma dal notaio avvenuta la mattina del 31 dicembre, l’area è di proprietà comunale.
 
Non solo, perché l’amministrazione è riuscita a mettere a segno un’operazione fondamentale: spetterà infatti al venditore sistemare il comparto, rimuovendo i materiali e abbattendo i volumi presenti. Come funziona? Con diversi passaggi: l’acquisto, sulla carta già formalizzato e sottoscritto, si concretizzerà il 30 giugno.
Ma già ora è stata emessa un’ordinanza di sgombero e pulizia che risulta dunque a carico del venditore.
Il Comune intanto sfrutterà questi sei mesi per portare avanti l’iter della progettazione.
«Abbiamo una grande opportunità – spiega Barozzi – possiamo rimettere mano a una pianificazione urbanistica che è nata già 30 anni fa con le prime riflessioni, poi approfondite anche all’interno del laboratorio urbanistico istituito nel 2016. Quanto metteremo in campo è poi orientato nel futuro, visto che ci dà un indirizzo che si proietta almeno fino al 2030.»
 
A conclusione di tutto questo iter e alla vigilia dell’avvio di una nuova fase, il sindaco spiega: «Voglio ringraziare i gruppi consiliari – quasi tutti – che hanno sostenuto con forza la proposta dell’amministrazione, condividendola e auspicando che si arrivasse al suo compimento. Già nei prossimi giorni l’amministrazione comunale si muoverà: ci attiveremo per la ridefinizione urbanistica del comparto, coinvolgendo i servizi tecnici e la commissione urbanistica. A loro spetterà il compito di individuare i servizi che più si addicono a quel terreno: parliamo ad esempio di sviluppare un parco, ma ci potrebbe essere anche spazio per aumentare la dotazione di parcheggi dell’abitato.»
A livello generale, resta l’idea di pensare la statale 240 come un boulevard.
Come riportato durante il dibattito consiliare, la realizzazione della circonvallazione sotto le coste di Tierno consentì di ridurre il traffico di attraversamento e, nel 2016, il Comune ha dato seguito all'idea di urbanistica condivisa creando un progetto speciale che ha portato alla realizzazione del «Laboratorio Urbanistico».
Tra i temi affrontati da quel laboratorio, tramite un gruppo di lavoro denominato «Centro Storico» c’erano anche le tematiche della riqualificazione dell’ex area Marmi Piccoli e il lavoro ha mostrato molte opportunità di utilizzo.
 
Il compendio immobiliare si sviluppa di fianco al parco pubblico lungo l’asse est-ovest per circa 150 metri, compreso tra la statale 240 e il Rio Cameras, per una superficie di 4.866 metri quadrati.
Il costo dell’area, determinato da un tecnico incaricato della Direzione provinciale di Trento dell’Agenzia delle Entrate, è stato fissato in 1.275.654,55 euro.
Alla cifra si aggiungono gli oneri fiscali a carico del compratore (imposta di registro 9% sul prezzo di acquisto, imposta ipotecaria e imposta catastale), per arrivare a un totale di 1.384.400.
L’acquisto è finanziato per 1.130.000 euro con avanzo di amministrazione e per la differenza di 254.400 con l’ex Fondo investimenti minori.

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