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Rimini, conclusa l’«Operazione Luxury dog»: salvati gli animali

La Polizia di Stato ha sgominato una banda dedita al traffico illecito di animali, alla truffa, alla falsificazione di documenti relativi alle vaccinazioni

La Polizia di Stato di Rimini ha effettuato un’operazione in tutto il territorio nazionale e nella Repubblica Slovacca finalizzata alla disarticolazione di una organizzazione criminale dedita al traffico illegale di animali, alla truffa, alla falsificazione di documenti relativi alle vaccinazioni ed al maltrattamento di animali.
In particolare le indagini si sono sviluppate a seguito delle numerose denunce di truffa ricevute dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rimini, che ha delegato nel febbraio dello scorso anno l’indagine all’Ufficio Polizia di Frontiera di Rimini, anche alla luce dei probabili sbocchi investigativi all’estero e dell’utilizzo dello strumento dell’osservazione transfrontaliera.
 
Nel corso dell’attività investigativa è stata individuata l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale specializzata nell’importazione illecita di animali da compagnia (prevalentemente Bulldog francese, Barboncino Toy), avente quale base operativa la Slovacchia; da quel Paese un cittadino italiano, provvedeva al reperimento dei cuccioli presso allevamenti abusivi gestiti da contadini locali o presso mercati settimanali dedicati alla vendita degli animali: i cuccioli venivano pagati tra i 30 e i 100 euro e rivenduti in Italia per cifre comprese tra 1.000 e 1.800 euro.
Le principali figure ai vertici dell’organizzazione risultano essere state già coinvolte in 116 reati della stessa indole commessi senza limiti territoriali.
 
L’attività illecita ha fruttato ai membri dell’organizzazione oltre un milione di euro.
Per completare l’attività fraudolenta e rendere appetibili i cuccioli, venivano prodotti falsi pedigree riferibili ad una fantomatica associazione Kennel Club Italia, non riconosciuta quale organismo legittimato al rilascio dei pedigree che in Italia è prerogativa dell’E.N.C.I.
Quasi sempre, a causa del maltrattamento al quale i cuccioli venivano sottoposti ed alla loro tenerissima età, gli stessi decedevano dopo pochi giorni dalla consegna.
Nel corso delle indagini i poliziotti di Rimini, coadiuvati dalle Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, hanno monitorato l’attività criminale avendo così modo di documentare decine di episodi di importazione illegale di cuccioli che hanno portato poi al sequestro di circa 30 passaporti falsi e 100 cani inizialmente dati in custodia ai canili territorialmente competenti e successivamente affidati a famiglie che si sono rese disponibili.
 
Questi interventi, operati prevalentemente al centro nord Italia, sono stati condotti con il prezioso ausilio della Polizia Stradale dei Compartimenti di Emilia Romagna e Veneto e della Polizia di Frontiera di Tarvisio, ed hanno portato al sequestro di 5 autoveicoli utilizzati per la commissione dei reati.
È stato acclarato che venivano utilizzati microchip che l’organizzazione reperiva sul mercato asiatico ed inoculati da personale non veterinario sui piccoli cuccioli.
Le indagini hanno individuato un uomo residente nel napoletano, ben inserito nei circuiti di compravendita di animali, che si incaricava di produrre le false attestazioni di genealogia.
A questi si rivolgevano sia gli importatori illegali che gli allevatori nazionali abusivi per produrre fittizie certificazioni di riconoscimento di razza spacciandoli per pedigree.
 
Al termine dell’attività investigativa il GIP di Rimini Dott. Cantarini emetteva per 7 dei componenti dell’organizzazione altrettante misure cautelari personali, altresì, 2 dei trafficanti di animali andavano agli arresti domiciliari.
L’operazione ha visto impegnate oltre 50 unità della Polizia di Stato appartenenti al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Sirene- Team EnFAST (Rete Europea delle Unità Ricerche Attive Latitanti), le Squadre Mobili di Milano, Alessandria, Bergamo, Savona, Napoli e 30 poliziotti slovacchi.
Sono stati sequestrati passaporti per animali da compagnia ancora da compilare, falsi pedigree da immettere sul mercato, microchip pronti per essere inoculati ai piccoli cuccioli, farmaci ad uso veterinario.
Sono stati inoltre scoperti due canili abusivi, uno presso la città slovacca di Nitra ed uno nel napoletano dove 33 cuccioli venivano allevati in condizioni igieniche pessime e privi dell’affetto materno tanto da cagionarne gravi patologie comportamentali in età adulta.
 
L’operazione si è conclusa il giorno 6 febbraio alle ore 12.30 quando è stato individuato l’ultimo soggetto presso l’Aeroporto di Bologna al rientro dalla Spagna.
Si invitano i cittadini che ritengono essere stati vittime di truffe nella compravendita di cuccioli di cane, di contattare la Polizia di Frontiera di Rimini.

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