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Trento, al Tambosi, a scuola di cittadinanza e diritto

Oggi la visita dell'assessore Bisesti agli studenti che stanno portando avanti un disegno di legge di iniziativa popolare

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«Ragazzi complimenti, il vostro è un percorso virtuoso di cittadinanza e di democrazia, avete dimostrato sia di saper individuare un approccio pratico ad un tema complesso, come quello dello studio del diritto, sia di essere in grado di mettere in campo risorse a 360°, siete stati davvero cittadini attenti e consapevoli. Da parte mia quindi tutto il sostegno alla vostra proposta.»
È stato con queste parole che l'assessore all'istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti, ha salutato i ragazzi della 5° ab dell'Istituto Tecnico Economico «Antonio Tambosi» di Trento, che stanno portando avanti un disegno di legge di iniziativa popolare per il riconoscimento dei contributi figurativi delle ore di alternanza scuola lavoro.
La proposta di legge è già stata depositata, lo scorso novembre, alla Corte di Cassazione, ma entro maggio servono 50.000 firme per portarla in Parlamento, per questo gli studenti hanno avviato una raccolta firme sia attraverso i comuni trentini e alcune città italiane, sia fisicamente con gazebo nelle piazze trentine.
L'assessore Bisesti, accompagnato dalla dirigente scolastica Marina Poian, ha poi visitato alcuni spazi dell'Istituto, fra cui l'aula di robotica, disciplina nella quale i ragazzi del Tambosi si sono distinti in più occasioni a livello internazionale.
 
Il percorso di cittadinanza e di Costituzione dei ragazzi del Tambosi è iniziato tre anni fa, con l’analisi di un testo filosofico, «Il Critone» di Platone, che è stato portato in scena al teatro Sociale di Trento.
Quindi l'anno successivo gli studenti hanno analizzato e discusso un caso pratico presso la sede del Tribunale di Giustizia Amministrativa: suddivisi in gruppi hanno interpretato la parte ricorrente, la parte resistente e il collegio giudicante.
Quest'anno infine, sotto la guida di una decina di insegnanti fra cui Giovanna Giugni e Orlando Biagio, i 19 ragazzi della 5° ab hanno voluto sperimentare l'esercizio della democrazia, predisponendo appunto un disegno di legge di iniziativa popolare per studiare e applicare l'intera procedura di realizzazione.
A novembre quindi la costituzione del comitato «Vivere il Diritto» formato da tutti gli studenti, quindi si sono recati a Roma per depositare alla Corte di Cassazione la proposta di legge, che è stata poi pubblicata il giorno seguente sulla Gazzetta Ufficiale, avviando infine l'iter per la raccolta di firme.
Il Comitato si avvale di Facebook, Instagram e di un sito internet per pubblicizzare il progetto, ma anche di gazebo, di lettere scritte ai Comuni e di una rete di volontari che coinvolge anche i genitori degli studenti.

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