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Denunciati i tre che volevano vendicarsi dell’autista del bus

Il fatto è accaduto a Cavareno, dove i Carabinieri li hanno pizzicati perché nella «trappola» ci è finito il padre di uno dei tre

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«Quell’uomo non si sarebbe dovuto permettere di fargli un simile affronto, perlopiù dinanzi a diversi amici. Un simile insulto, insomma, non poteva restare impunito!»
Devono di certo aver pensato questo due ragazzi non ancora maggiorenni residenti in Alta Val di Non che, qualche settimana fa, avevano deciso di prendere parte, insieme a diversi coetanei, ad una gita.
Avrebbero dovuto raggiungere, a bordo di un autobus preso a noleggio per l’occasione, una discoteca dell’Alto Adige ma a ballare, quel giorno, non sono mai andati.
Perché hanno deciso di chiudere diversamente la loro serata e adesso dovranno rispondere, dinanzi al Tribunale per i Minorenni, di danneggiamento aggravato (come minimo, se non del più grave reato di attentati alla sicurezza dei trasporti, delitto del quale gli inquirenti hanno ipotizzato la sussistenza).
 
Torniamo a quel pomeriggio ed a quel pullman in viaggio verso la provincia di Bolzano sul quale erano saliti i due giovani. I quali, percorsi pochi chilometri, avevano preso a contestare il costo del biglietto giudicandolo troppo esoso.
Lo avevano fatto con una tale veemenza, e così insistentemente, da far perdere la pazienza all’autista.
Alla stazione ferroviaria di Dermulo, perché stanco di sentirli sbraitare, l’uomo li aveva fatti scendere dal mezzo senza pretendere da loro alcunché.
 
È finita che gli intemperanti ragazzi hanno preso la decisione di vendicare quell’«offesa».
E per farlo hanno chiesto aiuto ad un loro amico maggiorenne, il quale - anziché ricondurli alla ragione, come ci si sarebbe dovuto aspettare - li ha spalleggiati.
I tre hanno di fatto escogitato un piano scellerato. Si sono procurati due tavole di legno lunghe circa un metro e le hanno cosparse di chiodi filettati, non prima di tingerle di nero per renderle meno visibili una volta posizionate sull’asfalto.
Hanno atteso le 5 del mattino, l’ora in cui l’autobus sarebbe tornato a Cavareno, e le hanno poi posizionate ad una ventina di metri dal punto in cui la corriera avrebbe fatto scendere i passeggeri.
 
Quella sera i Carabinieri di Cavareno sono dovuti intervenire in soccorso di un automobilista (il papà di uno dei ragazzi che erano sul pullman): la sua utilitaria aveva calpestato una tavola piena di chiodi che aveva forato uno pneumatico e, rovesciandosi, danneggiato la carrozzeria.
Il piano architettato dai tre era insomma fallito.
Ai Carabinieri è bastato acquisire, e analizzare, le riprese di alcuni sistemi di videosorveglianza per individuare i responsabili del danno e denunciarli alle rispettive Procure della Repubblica.

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