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A Castelfondo la riunione della Giunta provinciale di Trento

La visita del presidente Fugatti e degli assessori provinciali per la riunione di Governo nel piccolo centro noneso

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Tra qualche settimana si chiamerà Borgo d'Anaunia: il comune di Castelfondo, infatti, dal 31 dicembre prossimo cesserà di esistere come istituzione singola e si fonderà in un nuovo comune, nel quale confluiranno anche Fondo e Malosco.
Con una superficie di 62 chilometri quadrati e 2.464 abitanti, sarà un comune tra i più grandi della valle.
«Siete stati tra i primi ad invitarci e ci tenevamo molto a venire» ha detto il presidente Maurizio Fugatti.
«Finora non era stato possibile, ma adesso siamo qui e ribadiamo che ogni volta che la Giunta si riunisce fuori da Trento conosce da vicino le realtà del territorio, le problematiche in modo diretto: un'esperienza che lascia sempre un valore in più e che da quello che riscontriamo viene anche molto apprezzata» ha detto ancora il presidente.
 

 
«Certamente il vostro lavoro itinerante sul territorio è molto importante. I nostri comuni stanno attraversando una fase storica, sono le istituzioni sui quali si basa la nostra Autonomia e il loro contributo è fondamentale» ha detto il sindaco Oscar Piazzi, che ha anche chiesto alla Giunta di supportare il più possibile il processo di riforma in atto.
«Sono sicuro che con il lavoro che abbiamo condotto finora e il contributo di chi verrà in futuro, con il tempo e anche con fatica ci adatteremo a queste necessità storiche del fenomeno evolutivo delle amministrazioni locali» ha detto ancora il sindaco Piazzi.
«La vostra vicinanza sarà fondamentale, i cittadini sono abituati al contatto diretto con l'amministrazione e questo cambiamento potrebbe comportare delle difficoltà.»
 

 
Nel corso del pomeriggio la Giunta provinciale, accompagnata dal sindaco Piazzi, si è recata in visita alla Chiesa di San Nicolò a Castelfondo, ricostruita in stile gotico fra il 1508 e il 1530 da maestranze comacine e quindi allungata nel corso dell’Ottocento.
Si tratta di un edificio prezioso e peculiare, le cui vetrate sono state da poco restaurate; l'interno, a navata unica, presenta la volta a nervature affrescata a metà del '500 con rameggi, fiori, uccelli, frutta e angeli.
Sulla volta dell’abside sono scolpiti gli stemmi dei Thun e delle altre famiglie nobili della zona.
Sull’altare maggiore vi è una pala di Mattia Lampi con San Nicolò.

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