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Sgominata una filiera nigeriana del traffico di droga in Trentino

Il presidente Fugatti, il presidente Kaswalder e il sindaco Ianeselli ringraziano

Droga: il «grazie» delle autorità trentine alle forze dell’ordine per il successo dell’operazione Underground non si è fatto attendere.
 
Il presidente della Provincia Fugatti.
«Sono lieto di ringraziare ancora una volta la Squadra mobile della Questura di Trento e la Procura di Trento per il successo di questa operazione. I successi, importanti, che abbiamo registrato negli ultimi tempi sul fronte del contrasto alla droga dimostrano che l’impegno delle istituzioni c’è, è costante, efficace, non episodico.
«Ciò è di fondamentale importanza: dobbiamo continuare ad insistere, sul fronte della repressione della criminalità organizzata da un lato e su quello della prevenzione dall’altro, consapevoli come siamo che solo con la stretta collaborazione fra tutti gli attori coinvolti e con l’attento, capillare presidio del territorio si possono raggiungere risultati efficaci e duraturi.»
 
Il presidente del Consiglio provinciale Kaswalder.
Il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, condivide la grande soddisfazione espressa dalle istituzioni pubbliche trentine per l'ultimo colpo assestato dalle forze dell'ordine alla rete dello spaccio di stupefacenti.
«Gli arresti messi a segno oggi dalla Questura e dalla Procura di Trento fanno seguito a un'incalzante serie di operazioni anti-crimine, che negli ultimi tempi stanno incidendo in profondità nel cancro rappresentato per la nostra società dalla diffusione della droga.
«Purtroppo parte delle persone arrestate è giunta qui da immigrata e ha tradito la nostra terra. La battaglia per lavorare su prevenzione e repressione, per risolvere queste gravi problematiche, deve continuare senza allentamenti di sorta.»
 
Il sindaco di Trento Ianeselli.
«Ringrazio il procuratore di Trento Sandro Raimondi, il questore Claudio Cracovia, il capo della Squadra mobile Tommaso Niglio e tutti gli agenti che hanno lavorato per smantellare la rete dello spaccio attiva tra Trentino, Veneto e Lombardia.
«Le forze dell'ordine hanno dimostrato ancora una volta che la criminalità, grande o piccola che sia, non è invincibile. Questa operazione dà nuova fiducia ai cittadini preoccupati e conferma che il nostro è un territorio ben presidiato, in cui non si può delinquere impunemente.
«Deve farci pensare il fatto che la manovalanza di questa impresa criminale appena smantellata sia costituita da soggetti deboli, facilmente ricattabili.
«Per questo, oltre che sulla repressione, le istituzioni devono lavorare anche sul versante dell'integrazione, in modo da ridurre quel disagio sociale su cui prospera la criminalità organizzata.»

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