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Arrestati due nigeriani dalla Squadra Mobile di Trento

Avevano ceduto eroina a un tossicodipendente mentre gli agenti li stavano sorvegliando

Lunedì 6 verso le 12.00 la Squadra Mobile di Trento, nell’ambito delle azioni contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, ha arrestato in piazza Dante due nigeriani che poco prima aveva ceduto della sostanza stupefacente ad un giovane tossicodipendente trentino.
Gli Agenti, poco prima dell’arresto dei centroafricani, avevano visto il giovane tossicodipendente fermarsi a dialogare con uno dei due nigeriani.
Poco dopo lo straniero e l’italiano si avvicinavano ad una panchina dove sedeva un secondo nigeriano.
Questo dove una breve trattativa estraeva dalla tasca dei pantaloni «qualcosa» che consegnava al tossicodipendente ricevendo in cambio una somma di denaro.
In quel frangente il primo centroafricano, che svolgeva anche la funzione di «Palo» si posizionava poco distante dai due a controllare la zona.
 
Dopo lo scambio gli investigatori fermavano il giovane italiano che, scoperto, spontaneamente consegnava due involucri contenenti dell’eroina.
In considerazione della consegna della droga gli agenti si riportavano all’interno del parco dove, su un’aiuola rialzata posta sull’incrocio fra Via Alfieri e Via Gazzoletti notavano seduti i due che, vista la Polizia, estraevano frettolosamente dalle tasche dei pantaloni alcune dosi di stupefacente e le conficcavano nella terra dell’aiuola alle loro spalle.
Tale manovra, però, non sfuggiva agli agenti che rivenivano e sequestravano diversi grammi di eroina e successivamente addosso ai due anche 160 euro.
I due, al termine delle attività di indagine, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e trattenuti in attesa del giudizio direttissimo di domani 7 agosto.
 
«Le attività di prevenzione – commenta il capo della Squadra Mobile di Trento Salvatore Ascione – consentono, quando attuate giornalmente, di determinare i comportamenti devianti riuscendo spesso a limitarli o addirittura a ridurli in maniera significativa.
«In talune circostanze, però, rimangono fondamentali le attività repressive, fortemente volute dal Questore D’Ambrosio, come quelle relative all’arresto dei due nigeriani che consentono, non solo di circoscrivere i fenomeni dello spaccio, ma soprattutto di far comprendere ai cittadini come l’attività della Polizia di Stato rimanga sempre costante e significativa su tutta la città di Trento.»

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