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Attentato incendiario alla chiesa di San Rocco a Rovereto

Fugatti: «Non è così che si manifesta il proprio pensiero in democrazia» – Valduga: «Auspico che le Forze dell'Ordine facciano piena luce in tempi brevi»

È singolare come qualcuno giunga a compiere un delitto per protestare contro quello che ritiene ingiusto.
Eppure è quanto accaduto stanotte in Corso Bettini a Rovereto, dove qualcuno ha tentato di dare fuoco alla porta della chiesetta di San Rocco.
Ha anche apposto la scritta «I veri martiri sono in mare», con chiaro riferimento ai migranti che rischiano la vita pur di scappare dal continente africano. Come dire che i martiri della Chiesa in confronto non sono nulla.
Inutile ricordare che anche gli ultimi migranti sono stati accolti proprio dalla Chiesa contro la quale è avvenuto l’attentato.
 
«Esprimere il proprio pensiero con il danneggiamento dei simboli e delle proprietà altrui, quindi con la violenza e la prepotenza, è sempre sbagliato, – scrive a commento il presidente Fugatti in una nota inviata alla stampa. – In una democrazia ci sono altri modi per esprimere le proprie idee. Chi ha incendiato l’ingresso della chiesa di San Rocco, a Rovereto, è nemico del dialogo e del confronto pacifico.»
«Abbiamo fiducia nelle forze dell’ordine – conclude Fugatti – e attendiamo che le indagini facciano il loro corso, nell’interesse di tutta la comunità.
«Al momento non ci sono certezze sulla matrice dell’attacco. È certo che da parte nostra deve esserci tutta l'attenzione e la ferma condanna nei confronti dei responsabili che, qualora fossero garantiti alla giustizia, dovranno essere severamente puniti.» 
 
Ferma condanna per l'attentato incendiario alla Chiesa di San Rocco, viene espressa anche dal Sindaco di Rovereto Francesco Valduga.
«Ogni atto espresso con la violenza e il vandalismo va condannato di per sé, e non esiste motivazione alcuna per giustificare atti di simile natura.
«Pertanto esprimo la mia più ferma condanna e auspico che le forze dell'Ordine possano fare - in tempi brevi - piena luce su questo deprecabile gesto, individuando le mani, al momento ignote, che hanno colpito e danneggiato la Chiesa.»

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