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Canazei, denunciato dai Carabinieri un 28enne maceratese

Ha affittato un appartamento che non esiste intascando 600 euro: una truffa classica

Nel Dicembre 2018, la Stazione Carabinieri di Canazei riceveva una denuncia di una venticinquenne sarda che raccontava di aver letto su di un rinomato sito di vendita on line, un’alettante inserzione che pubblicizzava l’affitto di un appartamento sito in Canazei per il periodo invernale.
Contattato l’inserzionista sui riferimenti telefonici indicati nell’annuncio, la giovane sarda trovava un accordo sul contratto d’affitto e successivamente, come da istruzioni ricevute, versava una caparra di 600 euro attraverso una ricarica sulle coordinate di una Carta PostePay fornite dal venditore che si era presentato con il nome di Pasquale.
Da quel momento in poi l’inserzionista, faceva perdere le proprie tracce rendendosi irreperibile nonostante gli insistenti tentativi di rintraccio sul recapito cellulare utilizzato dallo stesso per i precedenti contatti.
 
Sulla scorta degli elementi forniti dalla giovane denunciante, i Carabinieri di Canazei avviavano tutta una serie accertamenti che portavano all’individuazione di un ventottenne di origine campana residente nella Provincia di Macerata con numerosi precedenti penali in materia di reati contro il patrimonio.
Le investigazioni condotte dai militari Fassani hanno inoltre evidenziato come lo stesso per la realizzazione della truffa, si sia servito di utenze telefoniche intestate fittiziamente a soggetti extracomunitari, precauzioni bypassate dai Carabinieri di Canazei che attraverso ad una serie controlli incrociati riuscivano ad identificare il truffatore nel ventottenne di origine campana, deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Napoli per il reato di truffa.
In ordine alla recrudescenza di questa tipologia di truffe, la Compagnia Carabinieri di Cavalese, mette in guardia gli utenti dei siti on line, a ben verificare le inserzioni reclamizzate sui portali, attraverso opportune ricerche sui dati riportati, evitando pagamenti su carte di credito ricaricabili, prive di garanzie per eventuali rimborsi e spesso utilizzate dai malviventi per l’indebito incasso del denaro.

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