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Doppio intervento del Soccorso alpino del Trentino

Una vicentina si è ferita cadendo sul sentiero in Cima d’Asta, mentre un tedesco è rimasto incrodato sulla via ferrata Pisetta (Sarche)

Una escursionista del 1956 di Marano Vicentino è stata soccorsa nel primo pomeriggio di oggi nei pressi di forcella Regana (gruppo di Cima d’Asta).
La donna stava scendendo in compagnia di altre due persone lungo il sentiero che scende da Cima d’Asta, quando ha perso l’equilibrio ed è caduta sul sentiero, procurandosi contusioni ed escoriazioni.
A causa del dolore, il gruppo ha preferito allertare il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 13.30.
 
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto due operatori della Stazione di Caoria. Il gruppo è stato facilmente individuato grazie alle coordinate Gps e raggiunto sotto la forcella Regana.
Dopo una valutazione delle ferite riportate dall’escursionista e prestate le prime cure, si è concordato di procedere lentamente verso valle a piedi.
I due operatori del Soccorso Alpino hanno quindi accompagnato il gruppo fino alla macchina.
La donna ha poi raggiunto l’ospedale autonomamente.
 
Si è concluso alle 20.45 l’intervento per il recupero di un escursionista tedesco del 1978, incrodato sulla via ferrata Pisetta (Sarche).
L’uomo si trovava nella parte finale della via ferrata quando ha sbagliato itinerario e si è trovato su una cengia senza essere più in grado di proseguire.
La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 16.
 
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra della Stazione di Monte Bondone dell’Area operativa Trentino centrale e una squadra della Stazione di Riva del Garda dell’Area operativa Trentino meridionale per un totale di dieci operatori.
I soccorritori si sono portati all’arrivo della via ferrata e si sono calati per una ventina di metri fino a raggiungere l’escursionista, incolume.
Dopo averlo messo in sicurezza, lo hanno accompagnato sul sentiero di rientro e poi fino alla macchina a Sarche.
Non è stato necessario il ricovero in ospedale.

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