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Accoglienza dei profughi: contatti fra Provincia e Ministro Riccardi

Si chiederà al Governo di garantire il soggiorno regolare dei migranti giunti dalla Libia

Cresce la preoccupazione per il futuro dei richiedenti protezione internazionale provenienti dalla Libia.
Tale timore è avvertito dalla rete dei numerosi soggetti (enti, istituzioni, associazioni ma anche singoli cittadini) che stanno rendendo possibile un progetto di accoglienza che in Trentino va oltre il soddisfacimento dei bisogni primari.
 
Il rischio di un alto numero di dinieghi alle domande di protezione internazionale rischia di vanificare, in molti casi, gli sforzi profusi sinora per dare a queste persone una speranza di  futuro.
Da tempo peraltro in Trentino, come nel resto d’Italia, c’è una mobilitazione della società civile proprio in relazione al possibile alto numero di esiti negativi alle domande.
 
La Provincia autonoma di Trento chiederà allo Stato di considerare l’ipotesi (come fatto per i cittadini della Tunisia) di mettere i migranti nella condizione di potersi ricostruire una vita.
L’assessore provinciale competente, Lia Giovanazzi Beltrami, è già in contatto con il ministero all’Integrazione per sottoporre la questione al ministro Riccardi.
 
Nel rispetto del lavoro delle Commissioni territoriali – che hanno il difficile compito di valutare le domande di protezione internazionale – la Provincia chiederà in particolare al ministro di farsi promotore, presso il governo, di un’istanza che consenta ai migranti di soggiornare regolarmente in Italia per un adeguato periodo di tempo.
Ciò permetterà alle persone accolte nel progetto di accoglienza per l’emergenza umanitaria Nord Africa di raggiungere un’autonomia economica e sociale in Italia o scegliere di tornare, in sicurezza, nel paese di provenienza (Libia) o in quello di origine.
 
Sussiste altrimenti un concreto rischio, alla luce di un possibile alto numero di dinieghi alle domande di protezione internazionale, che molti fra i migranti giunti in Italia dalla Libia diventino clandestini nel Paese che li ha accolti.
Lo stesso ministro Riccardi, nel corso di una recente audizione presso la Commissione Affari costituzionali della Camera, ha sottolineato l’importanza di predisporre opportune procedure, ove persistano le esigenze umanitarie, per un rinnovo dei titoli di soggiorno.
 
Guardando ai dati del contesto trentino, quasi tutti i migranti provenienti dalla Libia sono già stati ascoltati dalla Commissione territoriale dello Stato che valuta le domande di protezione internazionale.
Sul totale delle persone sentite dalla Commissione, 61 hanno già ottenuto una risposta.
 
In 12 hanno ottenuto la massima protezione prevista dagli accordi internazionali, ovvero lo status di rifugiato (Somalia, Nigeria, Costa D’Avorio).
In 2 hanno ottenuto la protezione sussidiaria (Ciad, Ghana, Niger, Nigeria, Somalia), in 10 la protezione umanitaria (Costa D’Avorio, Gambia, Mali, Mauritania, Niger, Sierra Leone) e in 27 casi non è stata accolta l’istanza di protezione internazionale.
 
Di questi ultimi, 26 hanno presentato ricorso.

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