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E’ decollato il fondo partecipativo per le società cooperative

Stamani presso la Cooperazione Trentina un incontro per approfondirne i contenuti

La sala «Don Guetti» della Cassa Centrale delle Casse Rurali era affollata, stamani, da più di un centinaio di rappresentanti di cooperative che hanno risposto all'invito rivolto loro dall'assessore provinciale alla cooperazione, cultura e rapporti europei Franco Panizza.
Motivo dell'incontro è stata l'illustrazione del nuovo Fondo partecipativo grazie al quale le cooperative trentine agricole e di consumo possono aumentare il proprio capitale con l'intervento della Provincia e di privati per realizzare progetti innovativi di sviluppo e di crescita.
 
«Con questo fondo – ha esordito l'assessore Panizza, – abbiamo inteso introdurre un metodo nuovo di intervento sul mercato economico, non più elargendo contributi, bensì investendo sulle capacità della cooperazione di raccogliere risorse dal settore privato e del credito cooperativo che, unite a quelle messe dall'ente pubblico, consentono di elaborare progetti e iniziative che puntano decisamente a migliorare le quotazioni standard delle imprese.»
 
Accanto all'assessore Panizza sul tavolo dei relatori c'erano Diego Schelfi, presidente della Cooperazione Trentina, Sandro Pancher, presidente di Promcoop Trentina, ente gestore del Fondo, e Paolo Ferrari, responsabile dell'Ufficio vigilanza sugli enti cooperativi; Giampaolo Pedrotti, capo ufficio stampa della Provincia, ha moderato l'incontro.
«Abbiamo individuato uno strumento e una modalità di intervento virtuosi – ha ancora detto l'assessore Panizza nel presentare i contenuti strategici del Fondo partecipativo per la Cooperazione, istituito con la legge provinciale n. 16 del 2008. – Fatto salvo il consistente e variegato pacchetto di altri strumenti di sostegno e di stimolo per l'economia in questo periodo di crisi, la Provincia, con questo Fondo partecipativo, vuol far capire di credere nella reattività del settore cooperativistico e non elargisce più contributi per risanare imprese in crisi, bensì investe risorse pubbliche in quelle cooperative che, partendo da posizioni di buona salute, intendono riorganizzare i propri cicli produttivi oppure realizzare progetti di sviluppo e di crescita, magari puntando ai mercati internazionali, creando al contempo occupazione e redditività. 
 
«Ma quel che più importa – ha precisato Panizza, – è che l'ente pubblico innanzitutto partecipa con quote minoritarie, al massimo del 49% degli investimenti previsti, ma solo dopo che la cooperazione e il credito cooperativo, nonché naturalmente i soci, avranno messo sul tavolo le loro risorse. Ciò significa credere nelle potenzialità del movimento cooperativistico e scommettere sulle sue capacità di mettersi alla testa della crescita. Fare tutto ciò, unendo risorse pubbliche e risorse private è talmente importante e significativo, che il nostro Fondo partecipativo ci è già stato copiato a livello nazionale, se è vero che la Confederazione delle Cooperative italiane ha in animo di attivare uno strumento analogo al nostro.»
 
Alla richiesta accorata di Diego Schelfi, presidente della Cooperazione Trentina, di osare di più e di consentire al Fondo di scuotere in modo significativo non solo il mondo della cooperazione trentina, ma anche l'intero sistema economico trentino «mettendo in circolo una disponibilità finanziaria di almeno una decina di milioni di euro a fronte dei 4,3 previsti per il 2012», Panizza ha risposto immediatamente.
 
«Non per colpa sua, a tutt'oggi la Provincia autonoma di Trento non può ancora dire con certezza su quali effettive risorse di bilancio può contare per l'anno in corso. In quest'ottica il Fondo partecipativo, che già nel 2011 ha dimostrato la sua piena efficacia malgrado i tempi molto ristretti a disposizione, si presenta come uno strumento che a detta di tutti è un'ottima via d'uscita dalla crisi per le aziende cooperative più sane e che intendono compiere un vero e reale salto di qualità verso l'eccellenza, la riorganizzazione interna e la produzione di beni e servizi d'eccellenza. 
«Certo, si può sempre fare di più: il Fondo sarà senz'altro modificato, aggiornato e migliorato alla luce delle esperienze. La Provincia però è obbligata ad attendere che la situazione di bilancio si chiarisca, ma anche che dal mondo della cooperazione continuino a giungere segnali di convinta adesione e di coraggiosi investimenti sul futuro.»
 
Sandro Pancher, presidente di Promocoop Trentina, l'ente gestore del Fondo partecipativo, dopo aver dato alcune cifre significative (Promocoop è nata nel 1994; attualmente ha 28 milioni di euro di patrimonio, 11 milioni di partecipazioni in qualità di socio sovventore, attivando 30 milioni di prestiti agevolati a favore di cooperative) ha precisato i termini della situazione.
 
«Il Fondo, grazie alla fattiva collaborazione che s'è venuta a creare fra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti, ha fatto della coerenza e della trasparenza i propri punti di forza. Nel 2011, dopo una lunga fase di preparazione, il Fondo è decollato negli ultimissimi mesi e ha portato a casa l'intero risultato: cinque cooperative hanno presentato progetti, piani industriali e previsioni di redditività in sintonia con quel che prevedono i criteri di assegnazione dell'investimento. Nel 2012 dai 3 milioni investiti nel 2011 passiamo a 4,3 milioni, ma voglio ricordare che a favore delle cooperative esistono anche altri strumenti di intervento, ad esempio tramite Cooperfidi. 
«Per la cronaca – ha concluso Pancher, – quattro delle cinque cooperative coinvolte l'anno scorso hanno presentato progetti che riguardano la razionalizzazione degli strumenti operativi.»
 
Rimangono sul tappeto ancora alcuni temi: l'allargamento del Fondo anche ad altri settori che non siano quello agricolo e la cooperazione di consumo; molta attesa c'è per la possibilità di aprirsi alle cooperative sociali, ad esempio, mentre per l'ampliamento dei fondi a disposizione bisognerà attendere l'evolversi delle trattative tra Provincia e governo centrale. 
 
«Comunque il segnale è stato lanciato – ha concluso l'assessore Panizza, – e anche in modo forte e convinto: la Provincia vuole superare la mera e consueta modalità dei contributi a fondo perduto, indirizzandosi invece su investimenti che garantiscano redditività alle cooperative, ma anche ai soci investitori pubblici e privati. È anche questa una delle opportunità che ci offre la crisi economica: uscirne più forti, riorganizzati e decisamente lanciati verso l'eccellenza in qualsiasi campo.»
 
È toccato poi a Paolo Ferrari, responsabile dell'Ufficio vigilanza sugli enti cooperativi, illustrare ai convenuti non solo i contenuti del Fondo partecipativo, ma anche le modalità di adesione al fondo stesso.
«Entro la fine di questo mese di marzo – ha esordito Ferrari, – Promocoop Trentina dovrà aver raccolto tutti gli input provenienti dal mondo della cooperazione e farà presente alla Provincia quali potrebbero essere i settori di intervento nevralgici. Dopo di che toccherà alle imprese cooperative presentare piani industriali, nonché previsioni di costi e di benefici per poter beneficiare degli investimenti pubblici.»
 
 Come funziona il fondo partecipativo
Istituito con legge provinciale n. 16 del 12 settembre 2008, il Fondo partecipativo è uno strumento innovativo rispetto alle tradizionali e molteplici forme contributive di sostegno messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento e s'inquadra in un disegno strategico che vede la pubblica amministrazione al fianco del mondo economico, e nello specifico del sistema cooperativo trentino, in un momento di generale difficoltà.
La Giunta provinciale, infatti, nello scorso mese di ottobre ha definitivo i criteri per dare attuazione a questo nuovo strumento finanziario, che già sul finire del 2011 ha visto i primi interventi operativi sul territorio a favore di cinque  società cooperative del settore agricolo e di consumo.
 
Attraverso il fondo partecipativo la Provincia autonoma di Trento – tramite l'ente gestore Promocoop Trentina S.p.a. - interviene con specifici investimenti nei capitale di rischio nelle società cooperative trentine.
In questo senso, Promocoop Trentina provvede ad acquistare quote di capitale sociale di piccole e medie imprese cooperative che hanno la sede principale e che svolgono principalmente la propria attività mutualistica nel territorio della provincia, rendendo in tal modo possibili precisi progetti di investimento e/o di sviluppo. Promocoop Trentina, in altre parole, rispetto alle società cooperative di cui acquisisce quote di capitale, va a rivestire la veste di socio finanziatore o sovventore.
 
Per quel che riguarda l'amministrazione del Fondo, la Giunta provinciale, annualmente e con propria deliberazione, stabilisce le risorse destinate ad alimentare il fondo; individua i settori dell’economia cooperativa che possono beneficiare del fondo; fissa i parametri per individuare gli importi massimi degli interventi.
Il fondo è costituito presso Promocoop Trentina S.p.a.in qualità di ente gestore. La quota pubblica è quantificata nel 49% di ogni singolo intervento, mentre la rimanente quota (51%) è versata da soggetti privati che fanno parte del sistema cooperativo. Il versamento della quota pubblica (49%) è subordinato al preventivo versamento, per ogni intervento, della quota privata (51%).
 
La quota di partecipazione dell'ente pubblico (la Provincia) non può mai essere superiore a quella delle risorse private, non deve alterare l’equilibrio complessivo tra quota pubblica e quota privata del capitale di rischio della cooperativa, visto che la maggioranza del capitale sociale della cooperativa finanziata deve restare comunque in possesso dei soci cooperatori e degli altri investitori privati, e per ultimo deve essere remunerata nella logica dell’investitore privato.
Tra la Provincia autonoma di Trento e l’ente gestore Promocoop Trentina è stipulata apposita convenzione; al gestore spetta un rimborso spese pari al 2% dell’ammontare annuale del fondo.
 
Il fondo partecipativo interviene per sostenere investimenti innovativi e a forte crescita; incoraggiare il ricorso a nuove tecnologie e progetti di ricerca e sviluppo; rafforzare la situazione finanziaria dell’impresa; promuovere l’aggregazione fra imprese operanti nel settore, la costituzione di reti di imprese o altre forme associate di gestione.
Per accedere al fondo partecipativo le impresa cooperative devono essere in equilibrio economico-finanziario e non devono trovarsi in situazione di crisi secondo il diritto comunitario; devono sussistere prospettive di redditività dell’intervento, ancorché differite nel tempo; la partecipazione non deve essere a condizioni meno vantaggiose rispetto al rimanente capitale di rischio; devono sussistere prospettive economico-finanziarie di restituzione della partecipazione al capitale sociale delle cooperative, le quali riconoscono al fondo una preferenza nel rimborso della partecipazione.
 
Fermo restando il ruolo strategico e programmatorio in capo alla Provincia Autonoma di Trento, entro il 31 marzo di ogni anno Promocoop Trentina presenta alla Provincia il programma annuale degli investimenti, in cui sono indicati i settori di intervento ed i relativi fabbisogni per l’anno di riferimento; gli elementi necessari per consentire alla Giunta provinciale di fissare i parametri per individuare gli importi massimi per singola impresa; il saldo finanziario del Fondo al 31 dicembre dell’anno precedente con specifica quantificazione per fonti di finanziamento.
Per beneficiare dell’intervento del fondo la cooperativa interessata deve presentare a Promocoop Trentina un progetto supportato da un piano industriale e da una valutazione economica-finanziaria, che permetta di considerare gli effetti dell’intervento in ordine alla sua redditività, ancorché prospettica, nonché all’impatto finanziario e patrimoniale dell’intervento stesso sul bilancio aziendale.
 
Il piano dovrà essere predisposto o almeno validato da un soggetto terzo esperto nel settore economico- finanziario.
Il progetto ed il relativo piano industriale sono valutati dall'ente gestore del fondo, integrato da un esperto nominato dalla Provincia.
 
Promocoop Trentina non può deliberare interventi partecipativi sui quali tale rappresentante abbia espresso parere negativo. In tal caso, il progetto sarà sottoposto alla valutazione di uno o più esperti, indipendenti rispetto al gestore, nominati d’intesa tra gestore e Provincia.
Promocop Trentina e gli altri investitori privati sottoscrivono con ogni cooperativa beneficiaria dell’intervento del fondo un contratto di cofinanziamento al fine di condividere formalmente il progetto di sviluppo che sottende l’intervento e garantire un trattamento paritario tra tutti i predetti investitori.
 
Il fondo è chiamato a disinvestire la propria quota nel capitale delle imprese cooperative entro e non oltre cinque anni dalla data di sottoscrizione della quota.
Il disinvestimento deve avvenire al valore nominale della partecipazione sociale nella cooperativa, aumentato di un indice in grado di determinare una redditività dell’investimento accettabile da un operatore economico nel settore della cooperazione, operante in un’economia di mercato.
 
Entro il 30 giugno dell’esercizio finanziario successivo a quello di riferimento, Promocoop Trentina è tenuta a presentare alla Provincia Autonoma di Trento specifica rendicontazione in relazione agli interventi effettuati.
In questa rendicontazione dovranno esserci l'elenco delle imprese cooperative che hanno richiesto l’intervento al fondo nel corso dell’anno di riferimento; l'illustrazione degli Interventi finanziati nell’anno di riferimento, precisando la prospettiva di redditività degli stessi; l'elenco aggiornato delle Partecipazioni, al 31 dicembre dell’anno di riferimento; i proventi di competenza del fondo per ciascuna Partecipazione, espressi in valore assoluto e in percentuale rispetto al valore nominale di ciascuna Partecipazione, al 31 dicembre dell’anno di riferimento; i disinvestimenti, totali o parziali, di ciascuna Partecipazione, effettuati nel corso dell’anno di riferimento, precisando il saldo iniziale (1 gennaio) e finale (31 dicembre); le ulteriori somme confluite al fondo; la documentazione relativa alle spese sostenute per la gestione del Fondo; la consistenza complessiva del Fondo, al 31 dicembre dell’anno di riferimento.
 
Per quel che riguarda il 2011, lo stanziamento pubblico è stato di 3 milioni di euro; i settori interessati sono stati le cooperative agricole e di consumo; il limite finanziario per singolo intervento è stato fissato in un milione e mezzo.
Le aziende partecipate sono state le seguenti: il Consorzio produttori latte delle Valli trentine (1,5 milione); il Caseificio sociale Campitello (1,5 milione); la Famiglia cooperativa Terme Comano (1 milione), la Famiglia Cooperativa Primiero (1 milione); la Famiglia Cooperativa Valle del Chiese (1 milione).
 
Per il 2012 è previsto uno stanziamento di 4milioni e 300mila euro.

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