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«Panizza, non preferiva candidare per il Parlamento di Vienna?»

Questa e altre domande provocatorie ai candidati al Senato del Centro e della Sinistra Fravezzi, Tonini e Panizza

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Stamattina si sono presentati alla stampa i candidati al senato per il simbolo del «Triciclo», l'accordo che raggruppa tre partiti, il PD, la Lista per Monti e il PATT.
L’accordo a tre rappresenta di per sé una soluzione anticipata di quanto potrebbe succedere a livello nazionale l’indomani delle elezioni.
Infatti, è assai probabile che nessuna delle tre formazioni principali (PD, PDL e Monti) superi il 50%. Quindi sarà inevitabile un accordo a due, il PD e la Lista per Monti.
 
Oggi, dicevamo, si sono presentati alla stampa (li vediamo in foto, nell’ordine) Vittorio Fravezzi (Monti), Giorgio Tonini (PD) e Franco Panizza (Patt).
Dopo le presentazioni ufficiali, i candidati hanno passato la parola ai giornalisti.
Ovviamente le domande di fila erano rivolte ai problemi di fondo: il lavoro ai giovani, cosa fare per attivare la ripresa, se si batteranno per l’Autonomia, e così via.
Noi abbiamo voluto fare tre domande provocatorie, per sondare la reazione dei candidati come individui più che da apolitici.
 
Fravezzi. È felice di battersi con il candidato al senato PDL per il collegio della Vallagarina?
Come si sa, il concorrente di Fravezzi è uno dei più scatenati detrattori della politica di Dellai.
«Sono felice di candidare al senato per Monti. Punto»
In altre parole, non ha preso in considerazione l’avversario. Non lo ha neanche nominato.
 
Tonini. È contento di candidare per il collegio senatoriale della Valsugana?
È noto infatti che ha fatto il possibile per ottenere il collegio di Trento-Val di Non, mentre gli è stato affidato quello della Valsugana, Altipiani e valli dell’Avisio.
«Contento è una parola grossa, – ci ha risposto. – Però devo dire che più mi addentro nel territorio e più sono felice di far conoscenza con le quattro etnie che lo popolano. Italiani, Ladini, Mocheni e Cimbri. È un’esperienza esaltante: questa è democrazia, perché dove c’è tolleranza c’è benessere, dove c'è il benessere albergano cultura e libertà.»
 
Panizza. Non avrebbe preferito candidare per il parlamento di Vienna?
«Una cosa alla volta, – ci ha risposto sorridendo. – Intanto candido per Roma. Poi, se vengo eletto, credo di poter rappresentare in senato l’Europa con un occhio a Vienna.»
 
GdM

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