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Parità di genere nel voto: Cogo contro il rinvio a settembre

Animato dibattito in prima commissione del Consiglio Provinciale di trento: chiesta una seduta aggiuntiva per il disegno di legge

A tener banco questo pomeriggio durante i lavori della prima commissione presieduta da Renzo Anderle, è stata una questione politica fuori programma sollevata da Margherita Cogo (Pd): la mancata priorità accordata giovedì scorso dalla conferenza dei capigruppo al suo e ad altri disegni di legge proposti per introdurre nella normativa elettorale della Provincia la parità di genere (quando si danno 2 preferenze almeno un voto deve andare a una donna).
Non avendo previsto per questo testo una corsia preferenziale che ne avrebbe permesso l’approvazione in una delle prossime sessioni del Consiglio, non vi sono più i tempi tecnici necessari per applicare la novità al voto del 27 ottobre.
Infatti, trattandosi di legge elettorale, dopo l’approvazione in aula occorrerebbe attendere per la pubblicazione altri 90 giorni, cioè fino alla scadenza del termine per il deposito di un’eventuale richiesta di referendum abrogativo della norma. 
 
 «Non è vero che ci siamo svegliati tardi»
Cogo, fiancheggiata dalla collega di partito Sara Ferrari e da Franca Penasa del Gruppo misto, ha contestato duramente le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente del Consiglio Dorigatti, che aveva attribuito ai firmatari dei disegni di legge la responsabilità di non aver chiesto in tempo la priorità per i loro provvedimenti.
«Sostenere che ci siamo svegliati tardi è una presa in giro, – ha protestato Cogo, firmataria del disegno di legge 114 per la “doppia preferenza di genere”. – Avevo presentato questa proposta di riforma nel 2010 e la responsabilità, quindi, non può certo essere addebitata a me.»
 
L’esponente del Pd ha poi distribuito un documento sottoscritto sabato scorso da 37 amministratrici e amministratori di enti locali e indirizzato al presidente del Consiglio provinciale e a quello della prima commissione, per chiedere «che siano messe urgentemente in esame le proposte di legge già depositate sul tema della modifica della legge elettorale» in cui si prevede la doppia preferenza di genere e la presenza femminile nella Giunta provinciale così come richiesta anche nella normativa europea.
 
Rendendosi interprete di quest’appello, Cogo ha evidenziato che «per l’approvazione di questa proposta di legge non occorrono tante audizioni perché la Commissioni pari opportunità è stata già sentita».
E ha ammonito che «non ci si può nascondere dietro ragioni burocratiche: siamo l’unica regione italiana che non ha la doppia preferenza nella legge elettorale».
«Il Trentino anche al maschile non fa una bella figura. E questo solo perché i consiglieri uomini vogliono conservare il monopolio.»
 
Infine Cogo ha criticato la scelta della Giunta di richiedere con urgenza l’esame del disegno di legge 380 firmato dal presidente Pacher, che prevede la creazione dell’istituto provinciale di statistica al posto dell’omonimo Servizio attuale.
«Ho il sospetto – ha detto – che sia stato presentato per frenare quello sulla doppia preferenza.»

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